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sabato 11 gennaio 2014

La fine di una storia in musica - di Paola Tranquillo - con Luciano Liguabue...



Per questa rubrica ho pensato di prendere spunto dalla musica: la mia giornata è scandita da silenzio o da musica, i due opposti.
Li adoro entrambi perchè mi permettono di scrutare me stessa. Spesso mi ritrovo ad ascoltare una canzone e commuovermi oppure ridere per qualcosa che rievoca in me. Altre volte i testi delle canzoni mi danno degli spunti di riflessione su me stessa e su ciò che mi circonda.
Chissà a quanti di voi succede! Sentire una canzone e restarne incantati oppure esserne infastiditi… perché?
Da qui partiremo per questo viaggio attraverso i suoni per arrivare a noi stessi. Con l'aiuto di EFT!




M’abituerò di Ligabue… 

M’abituerò a non trovarti, come dire accettare.
Accettare la fine di una storia, accettare di andare avanti, accettare la vita che cambia.
Lo possiamo sentire nostro in molti frangenti della vita, non solo nella fine di un rapporto d’amore. In fondo siamo un intreccio di relazioni, con il partner, con gli amici, in famiglia, con il lavoro…siamo il pezzo di un insieme più grande, siamo tutto questo e molto, molto di più.
Quindi che si fa se questa canzone ci smuove dentro qualcosa, se sentiamo lo strappo???

- “Alla fine c’è sempre uno strappo e c’è qualcuno che ha strappato di più”canta il Liga.

Potremmo applicare EFT su queste emozioni, su questo sentire.
Quali sono le emozioni che sentiamo, che proviamo?
Rabbia, dolore, tristezza, senso di sfinimento… senti quello che provi tu.
E comincia a stimolare i punti…
Cosa ti stai dicendo?
Che non è giusto? Che non volevi finisse così? Che vorresti tornare indietro? Cosa passa per la tua mente?...
Dove senti tutto questo? In che parte del tuo corpo? Intorno a te? Dove?...
Collegati a tutto questo, sentilo fino in fondo.
Quanto ti stressa? Da 0 a 10… dagli un voto.
Continua a stimolare i punti e partendo dal punto karate ripeti:

Anche se sento ancora questo strappo, tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo.

Resta sintonizzato su tutto ciò che senti e osserva ciò che emerge.
Comincia a stimolare i punti della sequenza.
Cosa emerge? Un’immagine, un suono, una voce, oppure una percezione, potrebbe essere una presenza, oppure un profumo, un gusto…
Resta collegato a ciò che emerge. Sentilo.
Ora ripeti

Anche se a qualche livello ho generato e ancora oggi mantengo questo – aggiungi ciò che è emerso (immagine, scena, voce, percezione), recupero tutta la mia energia coinvolta nella sua inconsapevole creazione e la riporto nel mio centro.

Continua a stimolare i punti, resta connesso l’intento di individuare e dissolvere la causa prima di questa situazione, di questo tuo sentire. Osserva ciò che emerge….
Senti come sei il creatore di questa situazione, ed essendo il creatore di tutto ciò puoi anche modificarlo.
Continua ad osservare e a seguire ciò che emerge…
Senti come dice il Liga che -“da qui in poi si può solo andare”- osserva come cambia in te la percezione e il tuo sentire rendendoti consapevole che si può solo andare avanti. 
Stimola i punti e scopri che – “Non conta più sapere chi ha ragione, non conta più avere l’ultima parola ora” – è proprio così. Senti come un po’ alla volta tutto questo diventa vero, come puoi creare questa realtà.

Anche se “alla fine non è mai la fine, ma qualche fine dura un po’ di più”, e la mia fine sta durando troppo, recupero tutta la mia energia coinvolta nel trattenere questa fine, e la riporto nel mio centro.

Continua a stimolare i punti e resta in osservazione.
Senti come emerge che “da qui in poi si può solo andare, portando nel bagaglio quel che c’era”.

Anche se nel bagaglio che mi sto portando appresso c’è ancora tanto dolore/rabbia/tristezza, recupero tutta la mia energia coinvolta nel trasporto di questo bagaglio, e la riporto nel mio centro.

Osserva come si trasforma tutto questo in te. Potrebbe essersi già trasformato, oppure il processo potrebbe essere in atto ora, nelle prossime ore.
Resta in ascolto delle tue nuove consapevolezze.
Valuta di nuovo il tuo livello di stress da 0 a 10. E’ aumentato? Diminuito? Uguale?
Se è arrivato a 0, esci e fai qualcosa che ti piace, la vita ti aspetta.
Se ancora c’è dello stress, puoi ricominciare a stimolare i punti e seguire di nuovo ciò che emerge.
Se il livello di stress non è molto alto, puoi continuare a stimolare i punti durante la giornata e domani rivalutare ciò che è cambiato. La consapevolezza ha i suoi giusti tempi.

Ora sei pronto per cambiare musica!

Paola

mercoledì 27 novembre 2013

Rubrica - LA MUSICA CHE ISPIRA - di Paola Tranquillo




Foto: OeilDeNuit

Per questa rubrica ho pensato di prendere spunto dalla musica: la mia giornata è scandita da silenzio o da musica, i due opposti.
Li adoro entrambi perchè mi permettono di scrutare me stessa. Spesso mi ritrovo ad ascoltare una canzone e commuovermi oppure ridere per qualcosa che rievoca in me. Altre volte i testi delle canzoni mi danno degli spunti di riflessione su me stessa e su ciò che mi circonda.
Chissà a quanti di voi succede! Sentire una canzone e restarne incantati oppure esserne infastiditi… perché?
Da qui partiremo per questo viaggio attraverso i suoni per arrivare a noi stessi.
 - Paola -



Qualcosa che non c’è – Elisa 






Comincio con una delle mie canzoni preferite, quelle che mi viene voglia di cantare a squarcia gola, in macchina, e che poi continuo a canticchiare tutto il giorno, sommessamente, senza quasi accorgermene.

Ogni volta che la ascolto, e ripeto ASCOLTO, quindi dando un senso alle parole che sento, mi viene la pelle d’oca. E’ come se Elisa raccontasse una parte della mia vita, come se conoscesse le mie emozioni. 

Ricordo i quaderni dove da ragazza confidavo i miei sogni, immagino il sole che mi attende, percepisco chiaramente “i passi svelti della gente”.

L’emozione in me sale quando sento “Ho aspettato a lungo qualcosa che non c’è”

Eccola, mi si presenta davanti tutta la mia fragilità. TONF, è come un pugno sullo stomaco. E se ogni volta che la sento mi fa questo effetto allora non è ancora passata. 
Sto reagendo con questo pugno a qualcosa. A cosa? Chiudo gli occhi e riascolto la canzone stimolando i punti con EFT, mi collego a me stessa, alle mie emozioni, cerco cosa emerge… ed arriva in tutta la sua grandezza! 

Il TEMPO, ho aspettato per nulla, ho solo perso tempo, che stupida! Il sole continuava a sorgere e io non me ne sono accorta! 

Anche se mi sento una stupida, sento di aver perso un sacco di tempo, resto in ascolto di me stessa

Emerge una ragazzina, adolescente, da sola. Sono io quella ragazzina. Non so stare a questo mondo. Non so come si fa. 

Anche se sono stata una ragazzina che non sapeva che fare, anche se in me c’erano tantissime emozioni che non sapevo come gestire, accetto che le cose si siano svolte così. 

Sento cosa provocano in me queste frasi. Cosa emerge? 

“Accetto???? E che caspita, possibile aver sprecato così del tempo prezioso?”

Anche se per me il tempo è prezioso, accolgo ogni insegnamento mi serva. Accolgo lo scorrere incessante del tempo…

“INCESSANTE??? Aiuto, il tempo scorre, e io che faccio???? Devo fare qualcosa!” 

Resto con queste emozioni, paura, sconcerto, ci resto dentro, stimolo i punti e semplicemente osservo cosa accade. 

“Da ragazzina dovevo imparare, mica si nasce imparati… se ci penso qualche tramonto l’ho visto”

Continuo a stimolare i punti, resto in ascolto. La paura e lo sconcerto lasciano il posto alla compassione. 

“Semplicemente ho imparato ad amare il qui ed ora, c’è voluto tempo per accorgersi che il sole sorgeva, ma ora lo vedo.” 

E’ lì, davanti a me. Lo vedo. 
Scelgo di continuare a vedere il sole, scelgo di vivere nel qui ed ora a lungo. Scelgo di amarmi così. Lascio andare con un respiro profondo. Sono pronta per la prossima alba. 

E voi, quali frasi di questa canzone vi smuovono emozioni? Che frasi direste mentre stimolate i punti?