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mercoledì 3 dicembre 2014

Luna scopre la magia dell'EFT

C'era una volta una bambina che si chiamava Luna ed era sempre imbronciata.
Ogni volta che mamma e papà le chiedevano qualcosa rispondeva sempre 'No!': anche se a volte voleva dir di si non ci riusciva, e faceva molta fatica anche a dimostrare il suo affetto a qualcuno.
Un giorno i suoi genitori le chiesero 'vuoi che andiamo ad una festa con altri bambini?' e lei ripose : 'No!'. Oramai però erano così abituati a questa risposta che la portarono lo stesso.

Fu così che Luna si trovò in un castello fatato e, mentre guardava gli altri bambini giocare, arrivò una fatina. Le chiese 'come mai hai la faccia da pesce?' Imitando la sua bocca, la bimba le disse 'sono arrabbiata perché nessuno mi capisce!' . La fatina la guardò negli occhi e le insegnò che quando come ora vedeva tutto nero, poteva toccare dei punti magici del suo corpo che erano collegati alla sua energia. Picchiettando questi punti poteva lasciar correre le sue emozioni invece che tenersele strette e stare imbronciata. La fata, vedendo lo sguardo diffidente della bimba la invitò ad andare in giardino con lei.

Nevicava e c'era un gran vento. Cominciarono ad andar contro vento e dopo pochi passi la fatina le chiese come stava e Luna rispose imbronciata 'Male! Sono stanca, non vedo niente e mi viene da piangere!' ' allora girati e cambia direzione!'

Ora il vento la sosteneva e la incoraggiava, la neve giocava con lei e si sentiva tanto bene da cominciare a saltare e ridere. 'e ora cos'è cambiato?' 'Mi sembra che il vento e la neve sono miei amici!'


'A volte ci succedono cose brutte o i grandi ci fanno arrabbiare e noi continuiamo ad andar avanti imbronciati e ad occhi chiusi come contro vento e neve, vero? ' ' si' rispose la bimba e poi si accorse che finalmente era riuscita a dirlo!. La fata continuò 'Lo facciamo perché siamo abituati, ci viene spontaneo perché abbiamo sempre fatto così, ma se non siamo felici conviene provare altro, cambiare le nostre abitudini ed andare in un'altra direzione come hai fatto prima. Quando senti che non stai bene e ti torna la faccia da pesce ricordati di picchiettare o massaggiare i punti magici e vedrai che qualcosa di bello succederà!'


Ora si che Luna credeva alla fata e le era anche simpatica! La fata le mostrò dov'erano i punti magici e come si faceva a 'farli funzionare'. La bimba la ringraziò e la salutò e tornò dentro dagli altri bambini.

Le si avvicinò un bambino che le chiese se voleva giocare con lui e lei senza accorgersi disse 'Si!' Si divertì e quando i genitori vennero a prenderla li ringraziò di averla portata nel castello fatato e diede loro anche un abbraccio!

La mattina dopo, Luna fu svegliata dalla mamma che le diceva che la colazione era pronta. Si arrabbiò perché voleva dormire ancora, questa volta però si accorse che le stava arrivando il broncio e massaggiò i punti magici, si ricordò delle parole della fata e dopo qualche secondo pensò 'che bello la mia mamma mi ha preparato una buona colazione! Oggi, anche se gli altri non lo vedono, ho uno strumento che mi rende forte e che mi aiuta ad essere felice!'
Così, con lo stupore della mamma, Luna scese subito dal letto e cominciò la sua giornata con un bel sorriso!!!



Bambini Provate anche voi, I punti magici dell'EFT funzionano davvero!

E voi 'Grandi' che aspettate ad imparare ed usare lo strumento invisibile EFT ?

Questa storia che ho scritto un po'di tempo fa mi rispecchia molto: anche da adulta avevo qualche difficoltà a godere della compagnia di chi mi circondava e ad aprirmi alla meraviglia del mondo.
Grazie al continuo approfondimento di EFT e EFT-I e all'uso quotidiano di queste tecniche (e ai fiori di Bach ) la stessa vita che mi era sembrata un incubo si è trasformata in un sogno.
Ora mi sento sempre più  protagonista della mia vita e affronto le difficoltà con coraggio perché so che sono occasioni per crescere e stare sempre meglio.
Per questo per me è un piacere insegnare questi metodi e dare il mio contributo a chi desidera migliorare qualche aspetto della sua vita che ora non lo soddisfa.

Marta Brivitello

sabato 14 giugno 2014

Cominciare una nuova avventura… - di Paola Tranquillo



Aurora (nome di fantasia) è una bambina che ha appena concluso la quinta elementare. La mamma ha sperimentato un po' EFT e ha proposto alla figlia di venire a vedere cos'è. Sono con una collega ad un evento in cui presentiamo EFT.

Mi chiede di cosa si tratta e le spiego che si può usare per sentirsi meglio. Le dico che se magari è triste per qualcosa, oppure arrabbiata può usare EFT per sentirsi meglio. "Per esempio – le chiedo – c'è qualcosa su cui vorresti sperimentare?" Mi dice che si sente triste perché sono finite le scuole elementari. "Cosa ti fa sentire triste?" Mi dice che ha paura che il prossimo anno alle scuole medie, verrà separata dai suoi amici e che forse si perderanno di vista. "Quanto ti stressa questo pensiero, da 0 a 10?" La risposta è 10. Le dico di copiare quello che faccio io, le spiego che i punti si possono picchiettare, massaggiare o tenere. Lei serenamente mi segue.

Mi faccio spiegare un po' meglio cosa la spaventa. Si nasconde la fantasia che durante la ricreazione delle scuole medie, le sue amiche la eviteranno. Quale emozione emerge? Tristezza. Dove? – le chiedo. Sugli occhi, perché è da lì che scendono le lacrime. Mi dice che il giorno prima (l'ultimo giorno di scuola) ha pianto molto.
Le propongo alcune frasi.

Anche se ho paura che tutto cambi, sto diventando grande e sono una bambina meravigliosa.

Fa un bel sorriso. Aspetto di vedere cosa accade, mentre continua a stimolare i punti.

Anche se non so cosa mi aspetta il prossimo anno, accolgo i cambiamenti perché sto crescendo.

Mi dice che forse si farà dei nuovi amici. Che in ricreazione magari le cose cambieranno. Non sa come, ma qualcosa succederà.
Continuiamo a stimolare i punti. Mi dice che si sente meglio.
"Sei proprio sicura?" le chiedo. Mi risponde di sì.
Faccio la prova del nove. Le chiedo di pensare al prossimo anno, in prima media, e di immaginare come sarà la ricreazione. Mi dice che non sa di preciso come sarà, ma che in qualche modo riuscirà a cavarsela. Mi riporta l'esempio di quando ha "lottato" per conquistare la sua migliore amica e poi ha compreso che l'importante non era essere "migliori" amiche, ma avere tanti amici su cui contare. 

Ha quindi pescato da questa esperienza per trovare le risorse per affrontare le novità scolastiche.

"Se ripensi al fatto che hai finito le scuole elementari, che cambierai compagni di scuola, quanto stress senti?"
ZERO.
Sono passati forse 5 minuti da quando si è seduta sulla nostra coperta, in mezzo al prato.
Mi dice che la tristezza se n'è andata. Pensa che andrà a chiamare anche una sua amica che ha proprio bisogno di questa cosa per stare meglio.
E più tardi in effetti arriva con l'amica… ma questa è un'altra storia.

Paola Tranquillo

 


 

sabato 31 maggio 2014

EFT per dire "l'indicibile"


fonte immagini: web




Marco ha 28 anni ed è innamorato di Nadia.
E' felice e soddisfatto.
Anche sul lavoro va tutto bene.

Il problema?

Gli hanno offerto una promozione e un validissimo lavoro; all'estero.
Lui intende accettare, ma sa che, almeno per il momento, Nadia non può seguirlo.
Teme che dirle che vuole andar via complicherà la loro relazione, teme che lei soffrirà, che penserà che lui voglia abbandonarla.

Marco pensa che la verità sia "indicibile".

Gli chiedo che emozione sta provando.
Risponde che prova Paura, paura di deluderla, paura di farla soffrie, paura di perderla, PAURA, PAURA, PAURA!!!!!

Gli chiedo di picchiettare e ripetere:

ANCHE SE PROVO UNA GRANDE PAURA, ALL'IDEA DI DIRE A NADIA LA VERITA', TUTTO QUESTO PUO' CAMBIARE E CAMBIA MENTRE LO OSSERVO.

Marco continua a picchietare e chiude gli occhi... Il suo viso è agitato, per qualche minuto osservo i cambiamenti della sua espressione, influenzati dai pensieri che gli passano nella mente....

Dopo un pò Marco apre gli occhi e mi dice: Mi sono ricordato quella volta che a cinque anni ho rotto un vaso prezioso per mia mamma. Mi sentivo una morsa nello stomaco. Avevo paura delle sue reazioni, paura di deluderla, paura di non essere amato mai più. Per me confessarle la verità era impossibile, ma quando l'ha scoperta è stato ancora peggio.

Picchiettiamo:

Anche se c'è ancora la traccia di questo evento recupero tutta l'energia che la compone e la riallineo al mio centro.

Anche se nel mio spazio personale è rimasta la traccia di quella immagine congelata e abituale di mia madre che mi scopre, recupero tutta la mia energia coinvolta nella sua creazione e la riallineo al mio centro.

Anche se una parte di me ha ancora cinque anni e io ho ancora paura di deludere come allora, recupero tutta la mia energia che la compone e la riallineo al mio centro...

Anche se penso che Nadia non mi capirà,  e non mi amerà più e questa cosa mi fa paura mi apro alla possiblità di essere sincero....

Anche se credo che dicendo la verità tutta la mia vita andrà in tanti pezzettini minuscoli e mi finirà sotto le scarpe, scelgo di rilassarmi..

Anche se in me c'è la traccia della fantasia che parlare con Nadia sarà un disastro e io non sarò mai più felice in nessun secondo della mia vita, nemmeno per sbaglio quando dormo o sono distratto... scelgo di fare ciò che è meglio per me...

Anche se mi rifiuto di dire la verità.... scelgo di dire la verità tutta la verità, nient'altro che la verità, ma dirò subito dopo che mentivo....  

Anche se piuttosto che dire la verità mi faccio dare per disperso, così almeno non ho detto a Nadia questa cosa....ma poi la perdo lo stesso....

Anche se in me c'è ancora un bambino addolorato che teme di fare una marachella e perdere l'amore di chi ama, recupero tutta la mia energia legata a questa parte di me e la riallineo al mio centro...

Andiamo avanti così per un bel pò, sciogliendo ogni singolo aspetto che emerge picchiettando e che Marco ritiene che gli crei un rilevante disagio a livello emotivo.

Dopo un'ora di picchiettamento Marco ride.... finalmente è in grado di realizzare che si trovava in uno stato reattivo dovuto  ad un ricordo passato che tratteneva parte della sua energia vitale nel passato e complicato dalle fantasie anticipatorie "catastrofiche" che lo spostavano ancora di più dal presente.

Quando va via afferma che la sera stessa parlerà con la sua fidanzata con il cuore in mano, confessandole anche che spera che lei lo possa raggiungere appena sistemate le cose per sposarlo...


Dopo una settimana mi telefona e mi confida che è andato tutto bene.
Avendo ritrovato il contatto con il presente e dopo avere preso consapevolezza dello schema con il quale agiva, Marco è stato in grado di esternare ogni suo sentimento, idea o paura alla donna che ama e lei ha accolto i suoi progetti con altrettanta apertura assicurandogli che faranno insieme un passo alla volta per costruire il loro futuro.







Virna Trivellato
Life Coach
Operatrice e insegnante di E.F.T.

sabato 10 maggio 2014

PIANGERE PER COMUNICARE - di paola tranquillo




Maria (nome di fantasia) è un’adolescente, arriva da me perché piange sempre quando deve esprimere la propria opinione.
Quando entra nel mio studio la faccio accomodare e le chiedo cosa possa fare per lei. Comincia a piangere. Non smette. Cominciamo fin da subito a stimolare i punti, le spiego cosa stiamo facendo, e lei continua a piangere. Le dico che non è necessario che mi spieghi le cose nel dettaglio, ma non smette di piangere. Non riesce proprio a parlare. Così dico per lei le frasi di Logosintesi (logosintesi surrogata) su “questa difficoltà di parlare”. Comincia a calmarsi, aggiungo un po’ di PET sul fatto che sono finiti i fazzoletti e lei ha il naso che gocciola e la tensione si scioglie. Comincia a parlare.
A quel punto cerco di capire cosa la fa piangere, chiedendole proprio se si tratta di un’immagine, un suono, una PAURA e lì faccio centro, perché ricomincia a piangere. Picchiettiamo. Quando si calma di nuovo le chiedo se riguarda qualcosa che ha già vissuto. Lacrime di nuovo. Sono costretta a fare molte domande, risponde solo si o no, non riesce ad aggiungere altro. Le chiedo se è un’immagine, un suono, una percezione. Mi fa segno che è un’immagine. Il dolore cresce. Uso la tecnica dello schermo lontano, quindi le faccio proiettare l’immagine in un ipotetico schermo del cinema e glielo faccio allontanare fino a quando le fa meno male. Picchiettiamo su quell’immagine e le chiedo di prendere un solo aspetto che la stressa (sempre tenendo lontano l’immagine). E’ una voce che dice delle parole precise. Le chiedo da dove arriva, lo stress sulla SUDS è 10. Facciamo Logosintesi sulle parole che arrivano da davanti, riesce a dire le frasi da sola. Di nuovo le parole la stressano ora 9. Ripetiamo logosintesi e si calma. Mi dice che non le danno più fastidio. Faccio qualche prova per capire se è davvero così, le ripeto più volte, uso un po’ di PET e davvero non la stressano più.
In tutto ci vediamo 6 volte, con lo scopo di fare in modo che il pianto non sia più la sua modalità di esprimersi. Ogni volta piange sempre meno, nel corso delle sessioni si esprime sempre di più con le parole.

I giri fatti sono più o meno in questo senso:

anche se quando piango non parlo più
anche se non capisco quello che provo
anche se ho un turbinio di emozioni e non ci capisco più nulla
anche se sono proprio incasinata
mi apro alla possibilità
di accettare le mie emozioni
di riuscire a capirci qualcosa

Mi accorgo che se uso PET si esprime di più.
Abbiamo ricercato gli eventi significativi del suo pianto, a quando risalgono, alle convinzioni che si porta appresso rispetto al pianto.
Abbiamo trovato degli eventi risalenti al passato e li abbiamo sciolti con EFT. Le convinzioni che il pianto la aiuti a stare meglio (di fatto non vera, lei stessa se ne rende conto), e i vantaggi di questa modalità (a volte ottiene ciò che vuole così).
Abbiamo quindi in ultima battuta lavorato sulla familiarità che sente rispetto al pianto. Il pianto su una scala 0-10 come modalità di comunicazione le è familiare 9. Lei stessa, con un lavoro di PNL unita ad EFT, sceglie di rendere invece familiare “dire la mia opinione”. Facciamo giri di EFT su questa familiarità, tipo:

anche se mi è familiare piangere
anche se mi è utile piangere
anche se piango da sempre
anche se non so come sia non piangere
anche se mi sembra ovvio piangere
anche se mi spiace cambiare modalità perché quella nuova non la conosco
mi apro alla possibilità di
esprimere con le parole ciò che penso
di provare solo in parte a sentire familiare esprimere le mie opinioni

Quando esce dallo studio per la penultima volta la familiarità di piangere è ancora a 8.
Mettiamo la familiarità di piangere nel cassetto (Cas-set).
Quando ci rivediamo per l’ultima volta testiamo la familiarità del pianto che è arrivata a 3.
Facciamo un ultimo lavoro per rendere familiare esprimere le opinioni e ci lasciamo fissando un appuntamento a distanza di un mese, ma risentendoci qualche giorno prima per vedere se serve ancora oppure no. Quando la richiamo, mi racconta un po’ della scuola, poi quando le chiedo dei pianti fa silenzio un momento. Mi risponde che non ci ha più pensato, che non piange più da quando ci siamo salutate l’ultima volta. Così ci ri-salutiamo definitivamente, il nostro percorso insieme è finito ed è iniziato il suo, da sola.

Paola Tranquillo

sabato 12 aprile 2014

Ritrovare il centro - di Paola Tranquillo con Elisa



Per questa rubrica ho pensato di prendere spunto dalla musica: la mia giornata è scandita da silenzio o da musica, i due opposti.
Li adoro entrambi perchè mi permettono di scrutare me stessa. Spesso mi ritrovo ad ascoltare una canzone e commuovermi oppure ridere per qualcosa che rievoca in me. Altre volte i testi delle canzoni mi danno degli spunti di riflessione su me stessa e su ciò che mi circonda.
Chissà a quanti di voi succede! Sentire una canzone e restarne incantati oppure esserne infastiditi… perché?
Da qui partiremo per questo viaggio attraverso i suoni per arrivare a noi stessi. Con l'aiuto di EFT!
Se non sei pratico, leggi questa breve guida che ti svelerà i punti da stimolare. 


Un filo di seta negli abissi - di Elisa 



Io, se solo sapessi cos'è, 
cosa c'è dietro a quell'ombra, 
a quella paura 
che ti fa cambiare faccia 
e fa dire quello che non si pensa. 

Si apre così questa canzone... Alzi la mano chi almeno una volta non si è trovato in una situazione simile. La paura che ci fa cambiare faccia... che ci fa dire o fare cose che non pensiamo davvero.
Perchè accade? Per ognuno c'è una risposta diversa. Quale sarà la tua allora? Proviamo a scoprirlo con l'aiuto di EFT, così magari è possibile togliere la maschera.

A me per esempio viene in mente quando non sono d'accordo con la persona che ho di fronte. E per evitare discussioni, perchè immagino che l'altro non accolga il mio punto di vista diverso, evito di esprimere le mie opinioni. In qualche modo tradisco i miei valori, tradisco un po' me stessa. Ciò che mi frena è la paura di trovarmi intrappolata in una discussione, dove ognuno cerca di portar a casa la ragione. A me non piace. Preferisco proprio non intavolare la discussione, ma a discapito di cosa?

Cerca di ricordare quand'è l'ultima volta in cui è successo. Qualcosa o qualcuno ti ha fatto cambiare faccia, e hai in qualche modo tradito te stesso, facendo o dicendo cose in cui non credi davvero.
Aiutati stimolando i punti, cerca di ricordare le circostanze in cui ti sei trovato. 
Quando hai trovato l'episodio, cerca di addentrarti in esso. Ricordati i dettagli, dove eri, cosa stavi facendo. 
Ora, sempre stimolando i punti, trova la connessione con le tue emozioni e i tuoi pensieri. Quali sono le emozioni che emergono ora, ricordando quell'episodio? Quale emozione ti ha spinto a "cambiare faccia"? E' solo una o ce ne sono di più (di emozioni)? Accogli queste emozioni e vivile intensamente. Anche se può non essere piacevole. Ti stai dicendo qualcosa forse? Tipo: no, meglio non dire quello che penso, potrei fare brutta figura? Non so difendermi con le parole... aggiungi quello che emerge a te.

Ora rimanendo focalizzato con tutto questo continua a stimolare i punti e ripeti

Anche se osservo questo in me, tutto ciò può cambiare e cambia mentre lo osservo.


Resta in osservazione, cosa accade? Cosa emerge? Emozioni nuove, ricordi, intuizioni...

Focalizzati ora con ciò che è emerso di nuovo. 

Anche se a qualche livello ho generato e ancora oggi mantengo questo atteggiamento, questa modalità, recupero la mia energia coinvolta nella sua inconsapevole creazione, e la riporto nel mio centro. 


Continua ora ad osservare i cambiamenti. Continua ad usare questo strumento fino a che non senti, come canta Elisa, che 

"Dove si è rotto il filo di seta che ci univa e scendeva giù, giù, giù, giù negli abissi e dall'universo scendeva giù, giù, giù, giù negli abissi e vado a cercarlo 
senza paura"

La paura se n'è andata. Come ti senti ora?

paola tranquillo


sabato 1 marzo 2014

Facciamo pace con il denaro.






fonte immagine: web



Leggendo la parola denaro ognuno di noi si sarà già ritrovato in modalità "apertura di scatole", nel senso che dalle scatole (o cassetti) della mente saranno già emersi immagini, sensazioni, ricordi, convinzioni, conlusioni e forse anche reazioni fisiche.

Ma che cosa è davvero il denaro?

Ve lo dico subito.

Il denaro, oggi, è un pezzo di carta o di metallo, nel nostro Paese chiamati Euro, cui per convenzione diamo un valore diverso a seconda della differente pezzatura.

Molti si lamentano di non avere abbastanza denaro. Qualcuno si lamenta di non averne affatto. Ci sono perfino quelli che si lamentano di averne troppo.

In realtà sono pochi quelli che hanno un buon rapporto con il denaro. 
Quei pochi sanno che il vero problema, quando si parla di ricchezza, non è il denaro.

Se non sei fra quei pochi questo è il momento di scegliere se vuoi continuare a leggere o meno, ma mi sento di avvertirti che andare avanti potrebbe cambiarti la vita.

Dunque, come dicevo, la vera questione, quando si parla di ricchezza economica, sta tutta nel come NOI vediamo, sentiamo, percepiamo, consideriamo, viviamo il denaro.

La questione è nel nostro rapporto con esso.

In questo articolo vi suggerisco degli esercizi che consistono soprattutto nel farvi delle domande, per andare a "liberare" dalle cariche emotive congelate il vostro rapporto con il denaro.

Prima di cominciare potete mettervi comodi e iniziare a fare SET (cioè stimolare il vostro sistema energetico picchiettando, tenendo o massaggiando i punti).

Dopo ogni domanda concedetevi il tempo perchè emerga la risposta. E se pensate che sia il caso applicate abbondante EFT su ciò che è uscito, oppure prendete appunti per farlo in un secondo momento. E' molto meglio lavorare su una domanda, o una serie di domande alla volta che pretendere di fare tutto insieme. La mia idea è che una volta letto questo articolo possiate stamparlo e tornarci su più e più volte eseguendo un pò di esercizi al giorno.


 Picchiettando chiedetevi:

Che cosa è per me il denaro? (definiscilo liberamente)
Che cosa penso del denaro? (la risposta può essere anche molto diversa o uguale a quella della prima domanda).
Come vedo il denaro?
Cosa percepisco pensando al denaro?
Quale ricordo legato al denaro emerge se cerco nelle mie esperienze passate?
Quali fantasie ho rispetto al denaro?
Qual'è la cosa più terribile che potrebbe succedere se non avessi più denaro?
Qual'e la cosa più terribile che potrebbe succedere se ne avessi tantissimo?
Qual'è la cosa più bella che potrebbe succedere se non avessi più denaro?
Qual'è la cosa più bella che potrebbe succedere se ne avessi tantissimo?

Finite le seguenti frasi:

Rispetto al denaro provo gioia perchè...
rispetto al denaro provo noia perchè....
rispetto al denaro provo tristezza perchè....
rispetto al denaro provo paura perchè....
rispetto al denaro provo rabbia perchè....
rispetto al denaro provo dolore perchè...
rispetto al denaro provo ansia perchè....



Chi sono io in relazione con il denaro?
Cosa penso di me in relazione con il denaro?
Come mi vedo rispetto al denaro?
Come mi percepisco in relazione al denaro?
Quale fantasia ho di me in relazione al denaro?
Quale ricordo ho di me che sia legato al denaro?


Dov'è il denaro nel mio spazio personale?
Come so che è lì?
Lo vedo, lo sento, lo percepisco?

Se porti attenzione a ciò che vedi, senti o percepisci chi o che cosa emerge?
Che cosa ti impedisci di ricevere, vedere, percepire che non ti permette di avere il denaro che vuoi?

Pensa alla tua famiglia di origine.
Come vedeva il denaro tuo padre?
E tua madre?
Cosa pensavano del denaro?
Come lo percepivano?
Come lo consideravano?
Se pensi a tua madre e al denaro, che ricordo emerge?
Se pensi a tuo padre e al denaro, che ricordo emerge?

Hai qualche ricordo di come si rapportava al denaro qualche altra persona di famiglia che per te era importante quando eri piccolo/a?

Emergono aneddoti o racconti sul denaro?

Prova a pensare al denaro ora.
Picchiettando ripeti il mantra dell'HOPONOPONO:
GRAZIE, TI AMO, MI DISPIACE, PERDONAMI.

Che cosa emerge?

Nel ringraziarvi per aver letto questo articolo fino alla fine vi chiedo di condividere il risultato della vostra sperimentazioni con noi.
Se avete dubbi, domande, perplessità, o per condividere scriveteci pure.....


Ricordate: più impegno mettete nel ripulire il vostro spazio personale da i vecchi ricordi, le convinzioni, le conclusioni che avete immagazzinato nel corso del tempo su una questione, più è facile che possiate poi manifestare esattamente il tipo di vita che volete in piena LIBERTA'.


Che i vostri passi siano sempre consapevoli.
Virna

sabato 15 febbraio 2014

La gratitudine in musica - di Paola Tranquillo con Lorenzo Jovanotti


Per questa rubrica ho pensato di prendere spunto dalla musica: la mia giornata è scandita da silenzio o da musica, i due opposti.
Li adoro entrambi perchè mi permettono di scrutare me stessa. Spesso mi ritrovo ad ascoltare una canzone e commuovermi oppure ridere per qualcosa che rievoca in me. Altre volte i testi delle canzoni mi danno degli spunti di riflessione su me stessa e su ciò che mi circonda.
Chissà a quanti di voi succede! Sentire una canzone e restarne incantati oppure esserne infastiditi… perché?
Da qui partiremo per questo viaggio attraverso i suoni per arrivare a noi stessi. Con l'aiuto di EFT!


DOVE HO VISTO TE - di lorenzo jovanotti

In questa canzone ci leggo tanta gratitudine. Lo conoscete questo sentimento?
E’ quando nonostante tutto quello che vedi hai sempre qualcosa per cui ringraziare. Perché chi conosce queste emozioni non è che tutto gli vada sempre bene. E’, ed è qui la grande differenza, che in quel tutto riesce sempre a notare qualcosa che alla fine è ok. Se quello che ci succede fosse un quadro di Monet, un insieme di punti colorati, chi conosce la gratitudine riuscirebbe ad osservare il dipinto da lontano, restando meravigliato di tutto l’insieme. Che cosa vedi nel dipinto? Ti soffermi sui punti oppure riesci ad osservare l’insieme? E ce la fai sempre, oppure a volte soccombi ad osservare solo il dettaglio e non il quadro d’insieme?

(la signora con l'ombrello di J.Monet)


Ti propongo quindi qualche giro di EFT per riuscire a godere della vita, come fosse un’opera d’arte.
Inizia stimolando i punti e cerca un episodio della tua vita di cui senti non puoi provare alcuna gratitudine. Oppure ne provi poca. Un evento di cui non riesci a vedere il quadro d’insieme. Collegati ad esso. Vivilo, stacci dentro. Chiediti “quanto è vero che non c’è alcun che di questa situazione per cui provare gratitudine?” Misura la verità di questa affermazione da 0 a 10. 0 significa che è falsa. 10 significa che è una certezza assoluta.

Anche se trovo ingiusto che mi sia successa questa cosa, non mi piace aver vissuto questa situazione, non c’è assolutamente niente di positivo in tutto ciò… tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo. (osserva cosa accade in te quando riconosci questi tuoi sentimenti)


Cosa emerge? Quali sentimenti? Cosa ti dici?
Resta in osservazione di tutto quanto.

Anche se “le mie gambe han camminato tanto E la mia faccia ha preso tanto vento E coi miei occhi ho visto tanta vita E le mie orecchie tanta ne han sentita” non riesco ad apprezzare nulla di questo episodio, provo solo … (aggiungi i tuoi sentimenti, i tuoi pensieri), tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo.



Resta di nuovo in osservazione di ciò che succede in te, dei pensieri, delle emozioni che emergono.


Anche se a qualche livello ho generato e ancora oggi mantengo questo sentimento di… rifiuto/delusione/rabbia/risentimento… (aggiungi quello che provi), recupero tutta la mia energia coinvolta nella sua inconsapevole creazione, e la riporto nel mio centro.

Ascolta te stesso, rimanendo mentalmente sull’idea di “il mio intento individua e dissolve la causa prima di questa situazione”.
Ora ri-misura la veridicità della frase “non c’è alcun che di questa situazione per cui provare gratitudine” sempre da 0 a 10.

Stanno cominciando a vacillare le tue certezze? Non è più così vera? In cosa è cambiata la situazione?
Focalizzati ancora sull’evento. Si è aperto uno spiraglio, si è allargata la tua visione?

Ora potrebbe essere
E le mie gambe han camminato tanto 
E la mia faccia ha preso tanto vento 
E coi miei occhi ho visto tanta vita 
E le mie orecchie tanta ne han sentita 
E le mie mani hanno applaudito il mondo 
Perchè il mondo è il posto dove ho visto te 
Dove ho visto te 


Senti in qualche modo ora la possibilità di applaudire, seppur timidamente?
Continua a focalizzarti e a ripetere le frasi prendendo spunto da ciò che abbiamo già fatto fino a che ti senti meglio. Nei prossimi giorni potresti anche arrivare ad osservare il tuo “Monet” nell’insieme, come fosse il capolavoro che in effetti è.
Fammi sapere come va, mandami i tuoi feedback, cosicché anche gli altri lettori possano trarne beneficio.

Per il mese di Febbraio, ho pensato di offrire ai lettori di questa rubrica, mezz’ora di EFT via Skype. Ai primi due che si prenotano.


Buon week end!

Paola Tranquillo - operatore ed insegnante EFT -Italia

sabato 25 gennaio 2014

EFT E IL GIOCO DEL "DIRE"....

letterine e altri soggetti realizzati a mano da Emanuela Pamio




Ieri mi è tornato in mente un gioco che facevamo da bambini.... Si trattava di una specie di gioco "al buio", nel senso che il bambino che era "sotto" doveva scegliere fra diverse opzioni senza sapere cosa avrebbe comportato e poi, in conseguenza diretta alla sua scelta, gli veniva spiegato cosa fare.
Mi ricordo che le opzioni erano DIRE - DARE - FARE - BACIARE - LETTERA E TESTAMENTO....

Dopo tanti anni mi fa sorridere pensare a DIRE, come azione da fare "al buio"........ nel senso che se tu scieglievi - dire -  il "comando" che il capo di turno ti dava era poi del tenore seguente:
"di a uno degli altri giocatori una cosa che gli vorresti dire";
"di qualcosa che non hai mai detto";
"racconta un segreto che non hai mai detto a nessuno".

Mi sono ricordata di quanto timida ero da bambina...
E mi è venuto in mente quanto difficile era per me dire le cose....

Forse, in certe occasioni, e con certe persone particolari, è complicato anche adesso, solo che adesso ricorro al picchiettamento, e rifletto e poi, se sento che è davvero buono per me, agisco, o meglio DICO.

A volte invece dico, dico, dico, a fiume.... ma mi accorgo solo poi che era una reazione a qualcosa che aveva fatto l'altro...

Ecco allora che oggi vi voglio suggerire delle riflessioni e dei giri proprio sul fatto di DIRE ciò che sentiamo dentro...

Pronti?

Un bel respiro profondo....

Iniziate a stimolare il vostro sistema energetico e pensate alla parola DIRE in qualunque modo vogliate.....

Anche se trovare il momento buono per dire quello che provo è così difficile, mi apro alla possibilità di sentirlo con il cuore....

Anche se non sempre riesco a parlare....... scelgo di farlo, quando è buono per me...

Anche se a volte mi sembra brutto dire quello che penso, anche se lo penso davvero, perchè ho paura di ferire l'altro....so che c'è un modo adeguato di dire le cose, che può essere capito da chi ascolta...

Anche se tra il dire e il fare c'è proprio di mezzo il mare e qualche volta rischio di affogarci...

Anche se certe volte dico, dico, dico, io non so nemmeno perchè lo dico....

Anche se a certe persone devo dire sempre la stessa cosa, recupero tutta la mia energia legata alla manifestazione di situazioni di questo tipo e la riallineo al mio centro..

Anche se molto spesso dovrei dire, ma non lo faccio decido di ascoltarmi davvero...

Anche se a volte vorrei dire ma mi sembra proprio di non potere..... decido di ascoltarmi davvero...

Anche se non sempre dire ha un effetto positivo, a volte vorrei non avere mai detto....

Anche se nel mio spazio di percezione è rimasta l'immagine congelata di quelle parole che ho detto a..... recupero tutta l'energia legata a questa immagine e la riallineo al mio centro....

Anche se non so cosa dire.... mi amo e mi accetto...

Anche se in ufficio dico sempre troppo poco, invece dovrei farmi sentire, tutto sommato decido di sentire quando posso parlare e quando invece sto solo reagendo a qualche comportamento altrui.....

Anche se penso spesso che il silenzio è d'oro, e non sopporto chi parla troppo, ma in compenso io parlo troppo poco, beh.... va bene così.....


Un altro respiro profondo.... anzi, tanti, per riempire tutte le nostre cellule di aria...

E poi, se queste frasi lette ve ne hanno fatte venire in mente di vostre, via con il tapping....

Buon picchiettamento a tutti.

Virna Trivellato
Life Coach, insegnante e operatrice di tecniche energetiche e provocative.

sabato 11 gennaio 2014

La fine di una storia in musica - di Paola Tranquillo - con Luciano Liguabue...



Per questa rubrica ho pensato di prendere spunto dalla musica: la mia giornata è scandita da silenzio o da musica, i due opposti.
Li adoro entrambi perchè mi permettono di scrutare me stessa. Spesso mi ritrovo ad ascoltare una canzone e commuovermi oppure ridere per qualcosa che rievoca in me. Altre volte i testi delle canzoni mi danno degli spunti di riflessione su me stessa e su ciò che mi circonda.
Chissà a quanti di voi succede! Sentire una canzone e restarne incantati oppure esserne infastiditi… perché?
Da qui partiremo per questo viaggio attraverso i suoni per arrivare a noi stessi. Con l'aiuto di EFT!




M’abituerò di Ligabue… 

M’abituerò a non trovarti, come dire accettare.
Accettare la fine di una storia, accettare di andare avanti, accettare la vita che cambia.
Lo possiamo sentire nostro in molti frangenti della vita, non solo nella fine di un rapporto d’amore. In fondo siamo un intreccio di relazioni, con il partner, con gli amici, in famiglia, con il lavoro…siamo il pezzo di un insieme più grande, siamo tutto questo e molto, molto di più.
Quindi che si fa se questa canzone ci smuove dentro qualcosa, se sentiamo lo strappo???

- “Alla fine c’è sempre uno strappo e c’è qualcuno che ha strappato di più”canta il Liga.

Potremmo applicare EFT su queste emozioni, su questo sentire.
Quali sono le emozioni che sentiamo, che proviamo?
Rabbia, dolore, tristezza, senso di sfinimento… senti quello che provi tu.
E comincia a stimolare i punti…
Cosa ti stai dicendo?
Che non è giusto? Che non volevi finisse così? Che vorresti tornare indietro? Cosa passa per la tua mente?...
Dove senti tutto questo? In che parte del tuo corpo? Intorno a te? Dove?...
Collegati a tutto questo, sentilo fino in fondo.
Quanto ti stressa? Da 0 a 10… dagli un voto.
Continua a stimolare i punti e partendo dal punto karate ripeti:

Anche se sento ancora questo strappo, tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo.

Resta sintonizzato su tutto ciò che senti e osserva ciò che emerge.
Comincia a stimolare i punti della sequenza.
Cosa emerge? Un’immagine, un suono, una voce, oppure una percezione, potrebbe essere una presenza, oppure un profumo, un gusto…
Resta collegato a ciò che emerge. Sentilo.
Ora ripeti

Anche se a qualche livello ho generato e ancora oggi mantengo questo – aggiungi ciò che è emerso (immagine, scena, voce, percezione), recupero tutta la mia energia coinvolta nella sua inconsapevole creazione e la riporto nel mio centro.

Continua a stimolare i punti, resta connesso l’intento di individuare e dissolvere la causa prima di questa situazione, di questo tuo sentire. Osserva ciò che emerge….
Senti come sei il creatore di questa situazione, ed essendo il creatore di tutto ciò puoi anche modificarlo.
Continua ad osservare e a seguire ciò che emerge…
Senti come dice il Liga che -“da qui in poi si può solo andare”- osserva come cambia in te la percezione e il tuo sentire rendendoti consapevole che si può solo andare avanti. 
Stimola i punti e scopri che – “Non conta più sapere chi ha ragione, non conta più avere l’ultima parola ora” – è proprio così. Senti come un po’ alla volta tutto questo diventa vero, come puoi creare questa realtà.

Anche se “alla fine non è mai la fine, ma qualche fine dura un po’ di più”, e la mia fine sta durando troppo, recupero tutta la mia energia coinvolta nel trattenere questa fine, e la riporto nel mio centro.

Continua a stimolare i punti e resta in osservazione.
Senti come emerge che “da qui in poi si può solo andare, portando nel bagaglio quel che c’era”.

Anche se nel bagaglio che mi sto portando appresso c’è ancora tanto dolore/rabbia/tristezza, recupero tutta la mia energia coinvolta nel trasporto di questo bagaglio, e la riporto nel mio centro.

Osserva come si trasforma tutto questo in te. Potrebbe essersi già trasformato, oppure il processo potrebbe essere in atto ora, nelle prossime ore.
Resta in ascolto delle tue nuove consapevolezze.
Valuta di nuovo il tuo livello di stress da 0 a 10. E’ aumentato? Diminuito? Uguale?
Se è arrivato a 0, esci e fai qualcosa che ti piace, la vita ti aspetta.
Se ancora c’è dello stress, puoi ricominciare a stimolare i punti e seguire di nuovo ciò che emerge.
Se il livello di stress non è molto alto, puoi continuare a stimolare i punti durante la giornata e domani rivalutare ciò che è cambiato. La consapevolezza ha i suoi giusti tempi.

Ora sei pronto per cambiare musica!

Paola

mercoledì 27 novembre 2013

Rubrica - LA MUSICA CHE ISPIRA - di Paola Tranquillo




Foto: OeilDeNuit

Per questa rubrica ho pensato di prendere spunto dalla musica: la mia giornata è scandita da silenzio o da musica, i due opposti.
Li adoro entrambi perchè mi permettono di scrutare me stessa. Spesso mi ritrovo ad ascoltare una canzone e commuovermi oppure ridere per qualcosa che rievoca in me. Altre volte i testi delle canzoni mi danno degli spunti di riflessione su me stessa e su ciò che mi circonda.
Chissà a quanti di voi succede! Sentire una canzone e restarne incantati oppure esserne infastiditi… perché?
Da qui partiremo per questo viaggio attraverso i suoni per arrivare a noi stessi.
 - Paola -



Qualcosa che non c’è – Elisa 






Comincio con una delle mie canzoni preferite, quelle che mi viene voglia di cantare a squarcia gola, in macchina, e che poi continuo a canticchiare tutto il giorno, sommessamente, senza quasi accorgermene.

Ogni volta che la ascolto, e ripeto ASCOLTO, quindi dando un senso alle parole che sento, mi viene la pelle d’oca. E’ come se Elisa raccontasse una parte della mia vita, come se conoscesse le mie emozioni. 

Ricordo i quaderni dove da ragazza confidavo i miei sogni, immagino il sole che mi attende, percepisco chiaramente “i passi svelti della gente”.

L’emozione in me sale quando sento “Ho aspettato a lungo qualcosa che non c’è”

Eccola, mi si presenta davanti tutta la mia fragilità. TONF, è come un pugno sullo stomaco. E se ogni volta che la sento mi fa questo effetto allora non è ancora passata. 
Sto reagendo con questo pugno a qualcosa. A cosa? Chiudo gli occhi e riascolto la canzone stimolando i punti con EFT, mi collego a me stessa, alle mie emozioni, cerco cosa emerge… ed arriva in tutta la sua grandezza! 

Il TEMPO, ho aspettato per nulla, ho solo perso tempo, che stupida! Il sole continuava a sorgere e io non me ne sono accorta! 

Anche se mi sento una stupida, sento di aver perso un sacco di tempo, resto in ascolto di me stessa

Emerge una ragazzina, adolescente, da sola. Sono io quella ragazzina. Non so stare a questo mondo. Non so come si fa. 

Anche se sono stata una ragazzina che non sapeva che fare, anche se in me c’erano tantissime emozioni che non sapevo come gestire, accetto che le cose si siano svolte così. 

Sento cosa provocano in me queste frasi. Cosa emerge? 

“Accetto???? E che caspita, possibile aver sprecato così del tempo prezioso?”

Anche se per me il tempo è prezioso, accolgo ogni insegnamento mi serva. Accolgo lo scorrere incessante del tempo…

“INCESSANTE??? Aiuto, il tempo scorre, e io che faccio???? Devo fare qualcosa!” 

Resto con queste emozioni, paura, sconcerto, ci resto dentro, stimolo i punti e semplicemente osservo cosa accade. 

“Da ragazzina dovevo imparare, mica si nasce imparati… se ci penso qualche tramonto l’ho visto”

Continuo a stimolare i punti, resto in ascolto. La paura e lo sconcerto lasciano il posto alla compassione. 

“Semplicemente ho imparato ad amare il qui ed ora, c’è voluto tempo per accorgersi che il sole sorgeva, ma ora lo vedo.” 

E’ lì, davanti a me. Lo vedo. 
Scelgo di continuare a vedere il sole, scelgo di vivere nel qui ed ora a lungo. Scelgo di amarmi così. Lascio andare con un respiro profondo. Sono pronta per la prossima alba. 

E voi, quali frasi di questa canzone vi smuovono emozioni? Che frasi direste mentre stimolate i punti?