sabato 15 febbraio 2014

La gratitudine in musica - di Paola Tranquillo con Lorenzo Jovanotti


Per questa rubrica ho pensato di prendere spunto dalla musica: la mia giornata è scandita da silenzio o da musica, i due opposti.
Li adoro entrambi perchè mi permettono di scrutare me stessa. Spesso mi ritrovo ad ascoltare una canzone e commuovermi oppure ridere per qualcosa che rievoca in me. Altre volte i testi delle canzoni mi danno degli spunti di riflessione su me stessa e su ciò che mi circonda.
Chissà a quanti di voi succede! Sentire una canzone e restarne incantati oppure esserne infastiditi… perché?
Da qui partiremo per questo viaggio attraverso i suoni per arrivare a noi stessi. Con l'aiuto di EFT!


DOVE HO VISTO TE - di lorenzo jovanotti

In questa canzone ci leggo tanta gratitudine. Lo conoscete questo sentimento?
E’ quando nonostante tutto quello che vedi hai sempre qualcosa per cui ringraziare. Perché chi conosce queste emozioni non è che tutto gli vada sempre bene. E’, ed è qui la grande differenza, che in quel tutto riesce sempre a notare qualcosa che alla fine è ok. Se quello che ci succede fosse un quadro di Monet, un insieme di punti colorati, chi conosce la gratitudine riuscirebbe ad osservare il dipinto da lontano, restando meravigliato di tutto l’insieme. Che cosa vedi nel dipinto? Ti soffermi sui punti oppure riesci ad osservare l’insieme? E ce la fai sempre, oppure a volte soccombi ad osservare solo il dettaglio e non il quadro d’insieme?

(la signora con l'ombrello di J.Monet)


Ti propongo quindi qualche giro di EFT per riuscire a godere della vita, come fosse un’opera d’arte.
Inizia stimolando i punti e cerca un episodio della tua vita di cui senti non puoi provare alcuna gratitudine. Oppure ne provi poca. Un evento di cui non riesci a vedere il quadro d’insieme. Collegati ad esso. Vivilo, stacci dentro. Chiediti “quanto è vero che non c’è alcun che di questa situazione per cui provare gratitudine?” Misura la verità di questa affermazione da 0 a 10. 0 significa che è falsa. 10 significa che è una certezza assoluta.

Anche se trovo ingiusto che mi sia successa questa cosa, non mi piace aver vissuto questa situazione, non c’è assolutamente niente di positivo in tutto ciò… tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo. (osserva cosa accade in te quando riconosci questi tuoi sentimenti)


Cosa emerge? Quali sentimenti? Cosa ti dici?
Resta in osservazione di tutto quanto.

Anche se “le mie gambe han camminato tanto E la mia faccia ha preso tanto vento E coi miei occhi ho visto tanta vita E le mie orecchie tanta ne han sentita” non riesco ad apprezzare nulla di questo episodio, provo solo … (aggiungi i tuoi sentimenti, i tuoi pensieri), tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo.



Resta di nuovo in osservazione di ciò che succede in te, dei pensieri, delle emozioni che emergono.


Anche se a qualche livello ho generato e ancora oggi mantengo questo sentimento di… rifiuto/delusione/rabbia/risentimento… (aggiungi quello che provi), recupero tutta la mia energia coinvolta nella sua inconsapevole creazione, e la riporto nel mio centro.

Ascolta te stesso, rimanendo mentalmente sull’idea di “il mio intento individua e dissolve la causa prima di questa situazione”.
Ora ri-misura la veridicità della frase “non c’è alcun che di questa situazione per cui provare gratitudine” sempre da 0 a 10.

Stanno cominciando a vacillare le tue certezze? Non è più così vera? In cosa è cambiata la situazione?
Focalizzati ancora sull’evento. Si è aperto uno spiraglio, si è allargata la tua visione?

Ora potrebbe essere
E le mie gambe han camminato tanto 
E la mia faccia ha preso tanto vento 
E coi miei occhi ho visto tanta vita 
E le mie orecchie tanta ne han sentita 
E le mie mani hanno applaudito il mondo 
Perchè il mondo è il posto dove ho visto te 
Dove ho visto te 


Senti in qualche modo ora la possibilità di applaudire, seppur timidamente?
Continua a focalizzarti e a ripetere le frasi prendendo spunto da ciò che abbiamo già fatto fino a che ti senti meglio. Nei prossimi giorni potresti anche arrivare ad osservare il tuo “Monet” nell’insieme, come fosse il capolavoro che in effetti è.
Fammi sapere come va, mandami i tuoi feedback, cosicché anche gli altri lettori possano trarne beneficio.

Per il mese di Febbraio, ho pensato di offrire ai lettori di questa rubrica, mezz’ora di EFT via Skype. Ai primi due che si prenotano.


Buon week end!

Paola Tranquillo - operatore ed insegnante EFT -Italia

sabato 25 gennaio 2014

EFT E IL GIOCO DEL "DIRE"....

letterine e altri soggetti realizzati a mano da Emanuela Pamio




Ieri mi è tornato in mente un gioco che facevamo da bambini.... Si trattava di una specie di gioco "al buio", nel senso che il bambino che era "sotto" doveva scegliere fra diverse opzioni senza sapere cosa avrebbe comportato e poi, in conseguenza diretta alla sua scelta, gli veniva spiegato cosa fare.
Mi ricordo che le opzioni erano DIRE - DARE - FARE - BACIARE - LETTERA E TESTAMENTO....

Dopo tanti anni mi fa sorridere pensare a DIRE, come azione da fare "al buio"........ nel senso che se tu scieglievi - dire -  il "comando" che il capo di turno ti dava era poi del tenore seguente:
"di a uno degli altri giocatori una cosa che gli vorresti dire";
"di qualcosa che non hai mai detto";
"racconta un segreto che non hai mai detto a nessuno".

Mi sono ricordata di quanto timida ero da bambina...
E mi è venuto in mente quanto difficile era per me dire le cose....

Forse, in certe occasioni, e con certe persone particolari, è complicato anche adesso, solo che adesso ricorro al picchiettamento, e rifletto e poi, se sento che è davvero buono per me, agisco, o meglio DICO.

A volte invece dico, dico, dico, a fiume.... ma mi accorgo solo poi che era una reazione a qualcosa che aveva fatto l'altro...

Ecco allora che oggi vi voglio suggerire delle riflessioni e dei giri proprio sul fatto di DIRE ciò che sentiamo dentro...

Pronti?

Un bel respiro profondo....

Iniziate a stimolare il vostro sistema energetico e pensate alla parola DIRE in qualunque modo vogliate.....

Anche se trovare il momento buono per dire quello che provo è così difficile, mi apro alla possibilità di sentirlo con il cuore....

Anche se non sempre riesco a parlare....... scelgo di farlo, quando è buono per me...

Anche se a volte mi sembra brutto dire quello che penso, anche se lo penso davvero, perchè ho paura di ferire l'altro....so che c'è un modo adeguato di dire le cose, che può essere capito da chi ascolta...

Anche se tra il dire e il fare c'è proprio di mezzo il mare e qualche volta rischio di affogarci...

Anche se certe volte dico, dico, dico, io non so nemmeno perchè lo dico....

Anche se a certe persone devo dire sempre la stessa cosa, recupero tutta la mia energia legata alla manifestazione di situazioni di questo tipo e la riallineo al mio centro..

Anche se molto spesso dovrei dire, ma non lo faccio decido di ascoltarmi davvero...

Anche se a volte vorrei dire ma mi sembra proprio di non potere..... decido di ascoltarmi davvero...

Anche se non sempre dire ha un effetto positivo, a volte vorrei non avere mai detto....

Anche se nel mio spazio di percezione è rimasta l'immagine congelata di quelle parole che ho detto a..... recupero tutta l'energia legata a questa immagine e la riallineo al mio centro....

Anche se non so cosa dire.... mi amo e mi accetto...

Anche se in ufficio dico sempre troppo poco, invece dovrei farmi sentire, tutto sommato decido di sentire quando posso parlare e quando invece sto solo reagendo a qualche comportamento altrui.....

Anche se penso spesso che il silenzio è d'oro, e non sopporto chi parla troppo, ma in compenso io parlo troppo poco, beh.... va bene così.....


Un altro respiro profondo.... anzi, tanti, per riempire tutte le nostre cellule di aria...

E poi, se queste frasi lette ve ne hanno fatte venire in mente di vostre, via con il tapping....

Buon picchiettamento a tutti.

Virna Trivellato
Life Coach, insegnante e operatrice di tecniche energetiche e provocative.

venerdì 24 gennaio 2014

" BENESSERE CON PIACERE"








Pasta alla CRUDITE'
Si prepara con tutti ingredienti crudi, fatta eccezione per la pasta, che va bollita: pomodoro,
basilico fresco, prezzemolo, pinoli, olio, peperoncino, una noce, aglio, parmigiano ( o gomasio) e sale.

L’aglio è forse, tra gli alimenti, quello dai maggiori effetti antidepressivi. Stimolante del sistema
immunitario, vermifugo, regolarizzatore pressorio, èpresente in tutti i piatti della cucina popolare.
Il basilico fresco ha una importante azione sedativa sul sistema nervoso e si comporta da blando
lenitivo della mucosa gastrointestinale. Anche i pinoli hanno un’azione sedativa sul sistema nervoso
.La presenza della noce è utile per il contenuto in grassi, in particolare acidi grassi omega-3 ed esteri
 come il colesterolo, che rappresentano una base fondamentale per le difese immunitarie e la
 produzione di ormoni. 
 
buon appetito!
 
Serena

sabato 18 gennaio 2014

BENESSERE CON PIACERE

Crocchette Allegre



Dosi per 4
250 gr di miglio ( o riso integrale se preferite), 1 porro, 150 g di spinaci ben sminuzzati, 2 cucchiai di gomasio, 1cucchiaio di menta tritata o basilico, olio e.v.o, sesamo
Cuocete il miglio per 20 minuti in un quantitativo di acqua pari al doppio del suo
volume. Nel frattempo tagliate finemente spinaci (anche surgelati) e porro, e spadellate per 5 minuti con acqua ed olio uniteli al miglio e
lasciate insaporire sul fuoco  per altri 5 minuti (fino a completo assorbimento del liquido).
Unite la menta, il gomasio ed aggiustate di sale.
A cottura ultimata, spegnete la fiamma, lasciate raffreddare e modellate il composto
per ottenete delle crocchette con forme e dimensioni differenti. Spennellatele con olio
extravergine d’oliva, spolverizzate con sesamo disponetele su una teglia ricoperta con carta da forno ed
infornate per 15-20 minuti a 180°.


Buonissime anche il giorno dopo!!
Serena

domenica 12 gennaio 2014

BENESSERE CON PIACERE



Ecco la torta della Domenica!! Buona festa!!

Torta di pere e mandorle












Ingredienti
200ml di latte di soia
75g farina tipo 2
75g farina di grano saraceno
75g di mandorle pelate
70 g di miele
3 pere
1 limone
2 cucchiai di maizena
2 cucchiaini di cremortartaro (lievito)
un pizzico di sale ( cannella facoltativa)

Procedimento
  Unire le due farine, il miele, il lievito, maizena e sale
  grattuggiare la buccia del limone e aggiungere al composto di farina
  tritare le mandorle, sbucciare le pere, tagliate a quadretti e bagnare con  succo del limone
  aggiungere poco a poco il latte di soia al composto farinoso e mescolato x bene
  stendere il composto in uno stampo da torta,  cospargere con le mandorle  preparate in precedenza ( io  aggiungo alcune mandorle a scaglie come decorazione) e qualche fettina di pera. Cuocere  40 min  200C

( io di solito raddoppio le quantità per fare la torta un pò piu' alta)
Nota: la maizena pemette di ottenere il dolce piu' soffice e sostuìituisce l' uovo

sabato 11 gennaio 2014

La fine di una storia in musica - di Paola Tranquillo - con Luciano Liguabue...



Per questa rubrica ho pensato di prendere spunto dalla musica: la mia giornata è scandita da silenzio o da musica, i due opposti.
Li adoro entrambi perchè mi permettono di scrutare me stessa. Spesso mi ritrovo ad ascoltare una canzone e commuovermi oppure ridere per qualcosa che rievoca in me. Altre volte i testi delle canzoni mi danno degli spunti di riflessione su me stessa e su ciò che mi circonda.
Chissà a quanti di voi succede! Sentire una canzone e restarne incantati oppure esserne infastiditi… perché?
Da qui partiremo per questo viaggio attraverso i suoni per arrivare a noi stessi. Con l'aiuto di EFT!




M’abituerò di Ligabue… 

M’abituerò a non trovarti, come dire accettare.
Accettare la fine di una storia, accettare di andare avanti, accettare la vita che cambia.
Lo possiamo sentire nostro in molti frangenti della vita, non solo nella fine di un rapporto d’amore. In fondo siamo un intreccio di relazioni, con il partner, con gli amici, in famiglia, con il lavoro…siamo il pezzo di un insieme più grande, siamo tutto questo e molto, molto di più.
Quindi che si fa se questa canzone ci smuove dentro qualcosa, se sentiamo lo strappo???

- “Alla fine c’è sempre uno strappo e c’è qualcuno che ha strappato di più”canta il Liga.

Potremmo applicare EFT su queste emozioni, su questo sentire.
Quali sono le emozioni che sentiamo, che proviamo?
Rabbia, dolore, tristezza, senso di sfinimento… senti quello che provi tu.
E comincia a stimolare i punti…
Cosa ti stai dicendo?
Che non è giusto? Che non volevi finisse così? Che vorresti tornare indietro? Cosa passa per la tua mente?...
Dove senti tutto questo? In che parte del tuo corpo? Intorno a te? Dove?...
Collegati a tutto questo, sentilo fino in fondo.
Quanto ti stressa? Da 0 a 10… dagli un voto.
Continua a stimolare i punti e partendo dal punto karate ripeti:

Anche se sento ancora questo strappo, tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo.

Resta sintonizzato su tutto ciò che senti e osserva ciò che emerge.
Comincia a stimolare i punti della sequenza.
Cosa emerge? Un’immagine, un suono, una voce, oppure una percezione, potrebbe essere una presenza, oppure un profumo, un gusto…
Resta collegato a ciò che emerge. Sentilo.
Ora ripeti

Anche se a qualche livello ho generato e ancora oggi mantengo questo – aggiungi ciò che è emerso (immagine, scena, voce, percezione), recupero tutta la mia energia coinvolta nella sua inconsapevole creazione e la riporto nel mio centro.

Continua a stimolare i punti, resta connesso l’intento di individuare e dissolvere la causa prima di questa situazione, di questo tuo sentire. Osserva ciò che emerge….
Senti come sei il creatore di questa situazione, ed essendo il creatore di tutto ciò puoi anche modificarlo.
Continua ad osservare e a seguire ciò che emerge…
Senti come dice il Liga che -“da qui in poi si può solo andare”- osserva come cambia in te la percezione e il tuo sentire rendendoti consapevole che si può solo andare avanti. 
Stimola i punti e scopri che – “Non conta più sapere chi ha ragione, non conta più avere l’ultima parola ora” – è proprio così. Senti come un po’ alla volta tutto questo diventa vero, come puoi creare questa realtà.

Anche se “alla fine non è mai la fine, ma qualche fine dura un po’ di più”, e la mia fine sta durando troppo, recupero tutta la mia energia coinvolta nel trattenere questa fine, e la riporto nel mio centro.

Continua a stimolare i punti e resta in osservazione.
Senti come emerge che “da qui in poi si può solo andare, portando nel bagaglio quel che c’era”.

Anche se nel bagaglio che mi sto portando appresso c’è ancora tanto dolore/rabbia/tristezza, recupero tutta la mia energia coinvolta nel trasporto di questo bagaglio, e la riporto nel mio centro.

Osserva come si trasforma tutto questo in te. Potrebbe essersi già trasformato, oppure il processo potrebbe essere in atto ora, nelle prossime ore.
Resta in ascolto delle tue nuove consapevolezze.
Valuta di nuovo il tuo livello di stress da 0 a 10. E’ aumentato? Diminuito? Uguale?
Se è arrivato a 0, esci e fai qualcosa che ti piace, la vita ti aspetta.
Se ancora c’è dello stress, puoi ricominciare a stimolare i punti e seguire di nuovo ciò che emerge.
Se il livello di stress non è molto alto, puoi continuare a stimolare i punti durante la giornata e domani rivalutare ciò che è cambiato. La consapevolezza ha i suoi giusti tempi.

Ora sei pronto per cambiare musica!

Paola

venerdì 10 gennaio 2014

" BENESSERE CON PIACERE" spaghetti alla crema di tofu, noci e funghi

Ed oggi si festeggia con...

Una ricetta semplice, veloce e gustosa!!

Spaghetti alla crema di tofu, noci e funghi Ingredienti 120 g di tagliatelle integrali – 4  noci sgusciate – 150 g di champignon puliti e affettati – 70 g di tofu, meglio se morbido – 1 cipolla piccola finemente affettata – 1 spicchio d’aglio schiacciato – prezzemolo fresco – olio extravergine di oliva – sale e pepe.
Preparazione 1. Mettete a bollire l’acqua per la pasta. Intanto, tritate grossolanamente i gherigli di noce. Frullate poi il tofu, aggiungendo, se necessario, un po’ d'acqua o di latte di soia, in modo che risulti una crema densa e omogenea.
2. Oliate una larga padella antiaderente e fateci tostare le noci per 2-3 minuti, mescolando spesso.
 Dopo aver fatto questo toglietele, versate un cucchiaio d’olio nella padella e fatevi imbiondire la cipolla,
 quindi aggiungetevi anche i funghi e l’aglio. Lasciate stufare le verdure per 7-8 minuti e intanto versate
 le tagliatelle nell’acqua che bolle. 
3. Aggiungete ai funghi trifolati in padella la crema di tofu e le noci, mescolando bene il tutto, salate e pepate 
e fate sobbollire piano per 1-2 minuti. 
4. Scolate la pasta, versatela subito nella padella col condimento e mescolate bene il tutto.
 Aggiustate di sale, pepe e olio, e condite con 2 cucchiai di prezzemolo tritato. 

giovedì 9 gennaio 2014

" BENESSERE CON PIACERE"

BENESSERE CON PIACERE"









...E per il dopo- cena?
Torta di mele e uvetta
Dosi per 4-6
200 gr farina "0" o semi-integrale, 3- 4 mele dolci sbucciate e tagliate a cubetti
100 gr di uvetta, 1 cucchiaino di cannella, 3/4 di bustina di  cremor tartaro, 1 scorza di limone biologico grattugiata, 80 ml olio extravergine
di oliva (se non abb. delicato, di girasole), 250 gr malto di riso (diminuire la
dose se si utilizza zucchero integrale o miele), latte di riso q.b., un
pizzico di sale
Mescolate gli ingredienti asciutti (senza le mele) e, a parte, quelli liquidi tranne il
latte. Unite i 2 tipi di ingredienti, mescolate bene e aggiungete le mele, quindi poco
latte fino ad ottenere un composto cremoso ma non liquido. Versate in una teglia unta
ed infarinata ed infornare a 200° per circa 40-50 min.
Se volete verso la fine della cottura potete spennellare la parte superiore con un po’ di
malto e reinfornare per qualche minuto.


" BENESSERE CON PIACERE"


Farifrittata a sorpresa (frittata di ceci con erbette o spinaci)
Dosi per 4
150 gr di farina di ceci, 200 gr di erbette o di spinaci, 300 ml di acqua fredda, sale,
olio e.v.o (per ungere la padella)
Stemperate la farina di ceci e un pizzico di sale nell’ acqua fino ad ottenere una
pastella omogenea, coprite e lasciate riposare in frigorifero per 30 minuti. Nel
frattempo lessate in poca acqua salata le erbette o gli spinaci, scolateli e sminuzzateli
con un coltello. Unite la pastella alle verdure ed amalgamate bene cercando di
inglobare aria. Ungete con poco olio il fondo di una padella antiaderente, versate il
composto e lasciate cuocere a fuoco basso e con coperchio per 5 min. Poi girate la
farifrittata sull’altro lato e fate dorare per altri 5 min. Servitela a fette, calda o a
temperatura ambiente
Buona cena!!
Serena

sabato 4 gennaio 2014

RUBRICA DI MARTA BRIVITELLO: EFT - EFT-I, FIORI DI BACH E IRONIA IN PRATICA

Auguro a tutti un meraviglioso 2014!  
La mia rubrica per il nostro blog nasce con l'obbiettivo di illustrare in modo semplicissimo quali possono essere gli utilizzi di EFT, EFT-I e Fiori di Bach per superare dei momenti difficili e soprattutto per imparare da essi magari ridendoci sopra.
Diventare gli eroi della nostra vita e dare valore alle nostre piccole-grandi avventure quotindiane tipo dedicarsi con amore alla nostra famiglia, svolgere con fiducia e  passione il nostro lavoro, imparare da tutti gli altri eroi che incontriamo ogni giorno, riuscire tra i mille impegni a ritagliare del tempo solo per noi, etc.
Con affetto,
Marta Brivitello





Con la nuova rubrica di Marta anche tutti gli altri membri di Sinergie approfittano per fare a chiunque ci legga gli auguri per un 2014 sempre più consapevole e entusiasmante......
Che i vostri passi possano allinearsi con ciò che è più utile per voi...
Per quanto riguarda questo blog promettiamo sempre più contenuti e sorprese.
Continuate a seguirci.
Il gruppo di Sinergie.

sabato 7 dicembre 2013

"BENESSERE CON PIACERE"

Spaghetti con gamberi e zenzero 


INGREDIENTI: 250 gr di spaghetti di soia (o spaghetti integrali), 15 gamberi freschi, 3 carote, 2 zucchine chiare,(o porro tagliato a striscioline come versione invernale) 1 cucchiaino di zenzero in polvere, olio di oliva extravergine,semi di zucca tostati e macinati
  Innanzitutto,pulite i gamberi,privandoli del loro carapace e del filetto interno,conservatene 3 interi; portate ad ebollizione l'acqua in una casseruola,spegnete la fiamma e immergete gli spaghetti all'interno in un colino,affinchè si ammorbidiscano. Dopo aver mondato e lavato le verdure,tagliatele sottilmente a bastoncini; cuocete a fiamma media per prima le carote con un filo d'olio e incoperchiate,dopo qualche minuto unite anche le zucchine e proseguite la cottura per altri 3',aggiungete ora i gamberi interi,alzate la fiamma e cuoceteli per pochi istanti,toglieteli e teneteli da parte in un piattino,cuocete per 2' anche gli altri gamberi sgusciati. Scolate gli spaghetti e aggiungeteli nella padella,lo zenzero in polvere , i semi di zucca saltate il tutto in modo da amalgamare ogni ingrediente

 
"BENESSERE CON PIACERE"
Zuppa di ceci e funghi:


Ingredienti per 4 persone
300 g di ceci secchi, 300 g di funghi 2 spicchi d'aglio, 1 cipolla bianca piccola, 1 costa di sedano, 1 rametto di rosmarino, 1 rametto di maggiorana, 1 rametto di timo, 1 rametto di prezzemolo, olio extravergine d'oliva, 1 l di brodo, sale e pepe, panna di soia
Lasciare in ammollo i ceci per almeno 8 ore poi scolare e cuocere per 1 ora (o 35 minuti in pentola a pressione) con rosmarino. Unire il sale soltanto alla fine della cottura

Pulite i funghi eliminando il terriccio residuo aiutandovi con un canovaccio umido, quindi tagliateli a fettine.
In una casseruola fate appassire la cipolla in olio con il sedano, l'aglio e il prezzemolo tritati finemente.
Aggiungete, quindi i funghi e lasciate insaporire il tutto per 5 minuti circa.
A ggiungete i ceci e regolate di sale e pepe. Sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare lentamente.
 Unite il brodo,  un mazzetto di timo e maggiorana legati assieme
Lasciate cuocere per 15 minuti a fiamma dolce, quindi eliminate il mazzetto di odori. Aggiungere a cottura ultimata 2-3 cucchiai di panna di soia e del prezzemolo fresco

buon appetito!!
Serena

mercoledì 27 novembre 2013

Rubrica - LA MUSICA CHE ISPIRA - di Paola Tranquillo




Foto: OeilDeNuit

Per questa rubrica ho pensato di prendere spunto dalla musica: la mia giornata è scandita da silenzio o da musica, i due opposti.
Li adoro entrambi perchè mi permettono di scrutare me stessa. Spesso mi ritrovo ad ascoltare una canzone e commuovermi oppure ridere per qualcosa che rievoca in me. Altre volte i testi delle canzoni mi danno degli spunti di riflessione su me stessa e su ciò che mi circonda.
Chissà a quanti di voi succede! Sentire una canzone e restarne incantati oppure esserne infastiditi… perché?
Da qui partiremo per questo viaggio attraverso i suoni per arrivare a noi stessi.
 - Paola -



Qualcosa che non c’è – Elisa 






Comincio con una delle mie canzoni preferite, quelle che mi viene voglia di cantare a squarcia gola, in macchina, e che poi continuo a canticchiare tutto il giorno, sommessamente, senza quasi accorgermene.

Ogni volta che la ascolto, e ripeto ASCOLTO, quindi dando un senso alle parole che sento, mi viene la pelle d’oca. E’ come se Elisa raccontasse una parte della mia vita, come se conoscesse le mie emozioni. 

Ricordo i quaderni dove da ragazza confidavo i miei sogni, immagino il sole che mi attende, percepisco chiaramente “i passi svelti della gente”.

L’emozione in me sale quando sento “Ho aspettato a lungo qualcosa che non c’è”

Eccola, mi si presenta davanti tutta la mia fragilità. TONF, è come un pugno sullo stomaco. E se ogni volta che la sento mi fa questo effetto allora non è ancora passata. 
Sto reagendo con questo pugno a qualcosa. A cosa? Chiudo gli occhi e riascolto la canzone stimolando i punti con EFT, mi collego a me stessa, alle mie emozioni, cerco cosa emerge… ed arriva in tutta la sua grandezza! 

Il TEMPO, ho aspettato per nulla, ho solo perso tempo, che stupida! Il sole continuava a sorgere e io non me ne sono accorta! 

Anche se mi sento una stupida, sento di aver perso un sacco di tempo, resto in ascolto di me stessa

Emerge una ragazzina, adolescente, da sola. Sono io quella ragazzina. Non so stare a questo mondo. Non so come si fa. 

Anche se sono stata una ragazzina che non sapeva che fare, anche se in me c’erano tantissime emozioni che non sapevo come gestire, accetto che le cose si siano svolte così. 

Sento cosa provocano in me queste frasi. Cosa emerge? 

“Accetto???? E che caspita, possibile aver sprecato così del tempo prezioso?”

Anche se per me il tempo è prezioso, accolgo ogni insegnamento mi serva. Accolgo lo scorrere incessante del tempo…

“INCESSANTE??? Aiuto, il tempo scorre, e io che faccio???? Devo fare qualcosa!” 

Resto con queste emozioni, paura, sconcerto, ci resto dentro, stimolo i punti e semplicemente osservo cosa accade. 

“Da ragazzina dovevo imparare, mica si nasce imparati… se ci penso qualche tramonto l’ho visto”

Continuo a stimolare i punti, resto in ascolto. La paura e lo sconcerto lasciano il posto alla compassione. 

“Semplicemente ho imparato ad amare il qui ed ora, c’è voluto tempo per accorgersi che il sole sorgeva, ma ora lo vedo.” 

E’ lì, davanti a me. Lo vedo. 
Scelgo di continuare a vedere il sole, scelgo di vivere nel qui ed ora a lungo. Scelgo di amarmi così. Lascio andare con un respiro profondo. Sono pronta per la prossima alba. 

E voi, quali frasi di questa canzone vi smuovono emozioni? Che frasi direste mentre stimolate i punti?

lunedì 18 novembre 2013

La Realtà supera la fantasia

Fu così che, dopo mille peripezie, il principe Azzurro e la principessa Rosa si sposarono e vissero felici e contenti per un po'... poi, però, qualcosa cambiò... La principessa Rosa cominciò ad annoiarsi della solita vita e trovò un sacco di motivi per lamentarsi: il marito la lasciava spesso sola, non sopportava più di condividere il castello con la suocera Azzurra, le mancava la mamma Rosa... Si era stufata di tutto quell'azzurro e le venne anche il dubbio che quella volta forse avrebbe dovuto scegliere il principe Verde! Il principe Azzurro non poteva comprendere tutti quei pensieri ingarbugliati della moglie, faceva tutto il possibile per dimostrarle il suo amore e spesso andava in guerra per conquistare altre terre e portarle nuovi doni. La principessa Rosa dentro il castello Azzurro si sentiva soffocare, così cominciò a fare lunghe passeggiate nel bosco. Un giorno, vicino a un ruscello, incontrò un gruppo di persone allegre sedute in cerchio e le venne spontaneo raggiungerle. Ciao, e tu chi sei?' le chiese un ragazzo scapigliato. 'Sono la principessa Rosa' rispose la nostra eroina 'E che fai di bello nella vita?'Stupita da questa domanda rispose: 'faccio la moglie del principe Azzurro' 'e quando tuo marito non c'è?' Bè... lo aspetto'. Il ragazzaccio scapigliato si trattenne per un po' e poi scoppiò in una fragorosa risata e così fecero tutti gli altri. La principessa rosa sentì un calore scoppiargli in faccia e chiese arrabbiata 'mi spieghi cosa c'è di tanto divertente???' Hai ragione, tu non conosci il nostro gioco! Ci troviamo qui a parlare di noi, delle nostre passioni e vince chi è più veloce a scovare le convinzioni che impediscono agli altri di godere della vita. Per segnalarlo basta lasciarsi andare in una fragorosa risata contagiosa. Nel tuo caso ho notato che sei convinta che una moglie, se il marito non c'è, non può fare altro che aspettare. Invece ci sono miliardi di cose che puoi fare e, se scopri quelle giuste per te, invece che stancarti ti sentirai sempre più viva!' Si in effetti la sera sono sempre stanca, anche se non ho fatto niente' pensò la principessa rosa che si sentiva confusa, ma anche felice di essere lì in quel momento. Noi ci troviamo qui ogni settimana a giocare, se ti fa piacere, sarai la benvenuta! Poi ti insegneremo le formule magiche per cancellare le convinzioni anche quando sei da sola.' Da quel giorno la principessa Rosa non smise mai di giocare e si alleggerì di tante pesanti convinzioni, dopo poco si rese conto di quanto fosse fortunata e che, con un po'di tenacia, poteva imparare dalle difficoltà per migliorare e star sempre meglio! Così tornò a vivere felice e contenta con il suo principe, e si rese conto che il vuoto che sentiva quando era da sola le stava a indicare che lei oltre alla moglie del principe Azzurro, era molto di più!!! Così sperimentò le arti della danza, del canto, del disegno, del giardinaggio e da ogni esperienza tirò fuori il meglio di sé . Quando sentì che era giunto il momento cominciò a insegnare l'arte del gioco 'sciogliconvinzioni' e si sentì davvero felice e appagata dal ritrovato splendore di chi le stava accanto. Finalmente aveva trovato l'arte giusta per lei! Il principe scrollò via dal suo regno le convinzioni che la guerra fosse necessaria, che il suo castello e i suoi vestiti dovessero per forza essere azzurri... Principessa, Principe, castello, regno e tutti gli abitanti divennero sempre più luminosi e colorati; tanto che colori, luce e amichevoli risate contagiose continuarono per sempre a diffondersi nel mondo! Nota dell'autrice Questa storia che ho scitto mi rispecchia molto, ho passato un bel po'di anni nel ruolo di 'principessa lamentosa' ! GRAZIE a EFT, FIORI di BACH e ai tanti nuovi AMICI ora mi rendo conto di quanto sono fortunata e cerco, nel mio piccolo, di insegnare questi 'strumenti del benessere' a chi lo desidera. Un ringraziamento speciale al mio principe Mario, a tutti i Soci-Amici di Sinergie Paola, Virna, Serena, Davide e Laura; e al re delle tecniche energetiche Andrea Fredi Con affetto, Marta Brivitello

giovedì 14 novembre 2013

RIMEDI PER L’ECCESSIVA PREOCCUPAZIONE PER IL BENESSERE ALTRUI



Riprendiamo in questo articolo la descrizione dei fiori di Bach sulla base della suddivisione in sette gruppi fondamentali, fornita da Bach stesso.
L’ultimo gruppo di cui trattiamo prende in considerazione i diversi tipi di rimedi per coloro che sono eccessivamente preoccupati per il benessere altrui.
Qui di seguito riassumiamo le caratteristiche dei fiori di questo gruppo.


BEECH

BEECH è spesso critico e intollerante nei confronti degli altri. Non approva quelli che la pensano diversamente da lui. Reagisce in modo anche abbastanza esagerato, fino a cadere in scoppi d’ira. Non riesce a mettersi nei panni di quelli che ha di fronte, trova spesso da ridire e può apparire come uno sbruffone o un arrogante. Generalmente il suo atteggiamento è dovuto a sensibilità, scarsa autostima e vulnerabilità, che gli impediscono di guardare alla propria interiorità e tendono a fargli proiettare tutta la negatività all’esterno. Ama la precisione e l’ordine ed è molto infastidito se qualcuno si comporta diversamente da come lui ritiene giusto. Come segni dello stato di rifiuto continuo in cui vive può manifestare allergie, intolleranze, vomito o certi tipi di tosse.
Il rimedio Beech agisce sulla critica e sull’intolleranza incoraggiando la persona ad accettare modi di essere e di agire differenti rispetto ai suoi. Il fiore fa si che chi prima riusciva solo a condannare possa comprendere la diversità di vedute di chi ha intorno e che si apra con compassione e comprensione verso il prossimo, consentendo anche a se stesso di utilizzare la realtà come uno specchio, per poter osservare i propri “difetti” e correggersi senza entrare in crisi.
Beech pretende di aver sempre ragione e critica il prossimo, Vervain pretende di avere sempre ragione perché vuole comandare la vita degli altri, vuole fare il capo e imporre le proprie idee.


CHICORY

Chicory ha un grande amore da dare, ma nel suo stato negativo lo da per avere qualcosa in cambio. La traduzione in parole del suo comportamento potrebbe essere “Ti amo se….”. La persona in uno stato Chicory negativo sente un grandissimo vuoto affettivo, che si manifesta come eccessivo attaccamento ai propri cari. Spesso finisce per auto commiserarsi o per mostrare la sua ossessività rinfacciando costantemente alle persone amate di trascurarla e di non fare abbastanza, dato tutto ciò che lei fa per loro. Il tipo Chicory appare affettivamente insaziabile: quello che si fa per lui non basta mai, è geloso, sospettoso e ansioso. Teme di vedere gli altri allontanarsi da lui e quindi fa di tutto per controllarli con ricatti, consigli e manipolazioni. Richiede continue attenzioni, coccole, rassicurazioni e non sopporta la fine dei rapporti affettivi. Vive nell’angoscia di essere abbandonato dall’oggetto del suo amore. Il rimedio Chicory aiuta la persona a donare tutto l’amore che ha da dare senza badare al proprio tornaconto e abbandonando l’egoismo nelle relazioni. Questo fiore dona maggiore sicurezza in se stessi e serenità e fa in modo che chi lo assume possa vivere le proprie relazioni affettive senza autocommiserazione o attaccamento di sorta. Nello stato positivo Chicory è capace di amore incondizionato e grande generosità e sa amare in piena libertà rispettando se stesso e gli altri. Chicory è utile in tutti quei casi in cui si trattiene, in cui bisogna imparare a lasciare andare perché si prova un fortissimo attaccamento per qualcosa o qualcuno.
Chicory cerca le attenzioni dei suoi cari perché sente un vuoto affettivo, Heather sente un vuoto affettivo e cerca le attenzioni di tutti, pur di ricevere affetto.


ROCK WATER

Rock Water è il perfezionista, freddo e rigido soprattutto con se stesso, si dà degli schemi da cui difficilmente si discosta, anche a costo di rinunciare a dei piaceri  personali. Rock water non è spontaneo, tende all’isolamento, all’intransigenza, a fatica si confronta e cambia idea. Spesso ambisce a diventare esempio per gli altri, ma non cerca mai di convertire a parole, bensì mostrando.
Questo stato è quello tipico in cui la persona persegue un ideale elevato, sceglie un ruolo e pur di mantenerlo si trova in costante conflitto (ad esempio quello che decide di astenersi dal sesso, da cibi di origine animale  ecc.) e finisce per soffrire perché si tratta non di vera scelta, bensì di auto imposizione.
La qualità positiva di Rock Water è la flessibilità. Il rimedio aiuta la persona a sviluppare una disciplina e a mantenerla ma in una forma morbida, tante che se trova qualcosa di più utile per sé può lasciare andare un vecchio schema e le vecchie regole. Rock Water dona la capacità di ascoltare i propri bisogni e di essere spontanei, mantenendo i propri ideali ma rinunciando all’eccessivo auto controllo.
Rock Water non è spontaneo e cerca di fare sempre tutto bene per essere di esempio agli altri, Agrimony non è spontaneo e mette la maschera sorridente per cercare accettazione.
Rock Water vuole convincere tramite l’esempio, Vervain invece vuole convincere gli altri verbalmente.


VERVAIN

Vervain è la persona piena di ideali, dalla forte volontà, che agisce “per il bene dell’umanità”. E' l’entusiasta, ma con un entusiasmo esageratamente espresso, che deve convincere gli altri e non è aperto al dialogo, anzi, non considera affatto alcuna opinione diversa dalle sue. E'  un fondamentalista,  che intende i rapporti sulla base della necessità che ha di convertire chi gli sta intorno, per farlo aderire alle stesse idee in cui crede lui. Vervain si infiamma per le cose che ritiene giuste, non cerca il confronto, non si mette in discussione e quindi vive con grande tensione e stress. Nello stato negativo, Vervain deve sempre sostenere qualche teoria, parla velocemente, è insistente e rischia di diventare davvero pesante per amici e parenti, continuamente coinvolti nelle sue “prediche”. Non accetta facilmente i consigli, e per lui la vita è una cosa difficile. Avendo anima e mente ardente tende a sforzarsi dal punto di vista fisico e mentale e, trascinato dal suo entusiasmo, può finire fuori strada stancandosi parecchio. Il rimedio dona flessibilità e la lucidità necessaria per diffondere le proprie idee senza fanatismo, bensì con tranquillità e apertura. Il fiore aiuta a comprendere che non serve stare sempre in tensione, e che è opportuno darsi tempo anche per il riposo ed il relax, inoltre predispone ad ascoltare anche le idee altrui traendone occasione di scambio e di crescita.
Vervain è prepotente e vuole convincere gli altri, Vine è prepotente ma gli interessa solo chi gli altri eseguano i suoi ordini anche se non la pensano come lui.
Vervain coinvolge gli altri nei suoi progetti, ma ha poco senso pratico, è impaziente e teso, Impatiens è pure impaziente e teso ma preferisce fare da solo ed è molto concreto.




VINE

Vine, in uno stato di squilibrio, è un tiranno che arriva a dare ordini e manca di compassione per gli altri. Ha la convinzione di non sbagliare e vuole mantenere il comando. Non è in collegamento con il suo cuore e quindi comprime le sue emozioni, imposta rapporti sulla paura e sul comando più che sull’amore. Vive interferendo nella vita degli altri e rischia di diventare crudele e prepotente. La personalità Vine in uno stato negativo spesso si lega a soggetti Centaury, che diventano le loro vittime designate… Il rimedio aiuta Vine a utilizzare le sue grandi doti, come la forza e la capacità di fare da guida con saggezza, anziché dominando e tiranneggiando le persone che hanno vicino. Il fiore dona a chi lo assume la capacità di connettersi con il proprio cuore e di aprirlo alla compassione e alla comprensione diventando una guida saggia e flessibile.
Vine è efficiente e attivo, ama il comando e si fissa obiettivi a lungo termine, Impatiens è efficiente e attivo ma non impone nulla agli altri, si da obiettivi a breve termine e preferisce fare le cose da sé.

martedì 5 novembre 2013

RIMEDI PER LO SCORAGGIAMENTO E LA DISPERAZIONE




Riprendiamo in questo articolo la descrizione dei fiori di Bach sulla base della suddivisione in sette gruppi fondamentali, fornita da Bach stesso.
Il sesto gruppo di cui trattiamo prende in considerazione i diversi tipi di rimedi per coloro che soffrono di scoraggiamento e di disperazione.
Qui di seguito riassumiamo le caratteristiche dei fiori di questo gruppo.


CRAB APPLE

Crab Apple è un fiore indicato per tutte le situazioni in cui si ritiene che ci sia qualcosa di “sporco”, impuro, non bello, o imperfetto nella propria vita. Chi ha bisogno di questo fiore spesso rifiuta il proprio aspetto fisico. Frasi tipiche che si sentono dire al soggetto in una fase Crab Apple negativa sono: “Odio il mio aspetto”. “Mi sento brutta”. “Che schifo”. “Qui c’è bisogno di pulire tutto”.  Il fiore serve a chi ha una spiccata inclinazione a sopravvalutare i dettagli e sente il bisogno di mettere ordine, fare pulizia, lavarsi le mani o disinfettare continuamente oppure soffre di scarsa autostima, vergogna, insicurezza o timidezza collegate al proprio aspetto fisico. Crab Apple ha paura del contagio, della polvere, dei germi, delle malattie, degli insetti. 
Il rimedio dona equilibrio nel valutare veramente noi stessi. Assumendo questo fiore si inizia a guardarsi con obbiettività, senza paura, accettando anche i lati più in ombra senza sentirsi sporchi e contaminati. Crab apple riequilibra e disintossica e consente di vivere con serenità il proprio aspetto fisico, apprezzando tutte le qualità positive anziché essere ossessionati da quelle che percepiamo come “negative”.
Crab Apple si vergogna perché si sente impuro, e ha bisogno di mostrare un’immagine perfetta di sé all’esterno è egocentrico. Pine si sente in colpa, ma non ha bisogno di mostrare una buona immagine di sé, non è egocentrico. Crab Apple è rigido perché deve mostrarsi perfetto se non si vergogna di sé, Rock Water è perfezionista e rigido con se stesso, vuol essere d’esempio, la sua è una questione di principio. Crab Apple è ossessivo riguardo alla perfezione perché vuole liberarsi dai pensieri sporchi, mentre White Chestnut è ossessivo in generale a causa di pensieri indesiderati.


ELM

Elm non manca di autostima, al contrario, tende a strafare e ad assumersi troppe responsabilità. La persona in uno stato Elm negativo non si tira mai indietro di fronte alle emergenze, desidera dare sempre il meglio di sé, sa di stare facendo bene e spera di fare qualcosa di importante, spesso per il bene dell’umanità. Tuttavia tende ad identificarsi con il ruolo, mettendo da parte i propri bisogni e tira troppo lo corda. A causa di questo arriva ad uno stato di scoraggiamento e di esaurimento per l’eccesso di compiti auto-imposti.  Elm generalmente è capace ed efficiente e per questo quando da un po’ non ascolta i ritmi del suo corpo e le proprie esigenze, attraversa un momento di crisi transitoria, arrivando all’auto-deprezzamento, a provare sconforto e a sentirsi anche fisicamente indebolito. Elm fa moltissima fatica a rinunciare, a delegare, a lasciare andare, a rilevare le avvisaglie dello stress finché non arriva il crollo.
Il rimedio Elm aiuta la persona staccarsi da uno stato che si accompagna ad affermazioni come “E’ tutto sulle mie spalle, non reggo più”per recuperare la lucidità e un senso di responsabilità equilibrato. Il fiore agisce portando nuovamente fiducia in se stessi e aiutando a vedere i problemi con il giusto distacco. La persona che assume Elm impara a prendersi i suoi spazi, ascoltare i propri bisogni e a delegare agli altri parte dei compiti smettendo di sentirsi indispensabile.
Elm è stanco e scoraggiato, crolla per le troppe responsabilità; Oak è stanco ma non lo ammette, non si ferma mai; Hornbeam è mentalmente stanco, poi, se arrivano i giusti stimoli, si riprende; Olive è stanco a tutti i livelli, è sfinito; Centaury è stanco perché fa troppo e non sa dire di no.
Mentre Elm non si sente all’altezza dei compiti intrapresi, mentre in genere è sicuro di sé, Larch è insicuro, non si sente all’altezza in generale.


LARCH

Chi ha bisogno di Larch si considera inferiore alle persone che ha intorno, mano capace degli altri, si aspetta di fallire… e per tutta risposta non prova nemmeno, non rischia quel tanto che gli consentirebbe di riuscire. Larch è un perfezionista, che cerca di nascondere quelli che giudica suoi difetti, ma se viene punto nel tasto dolente della sua insicurezza può anche avere degli scatti d’ira. Ha spesso la sensazione di non valere nulla e quindi rifugge da ciò che è nuovo o verso cui è meno portato per non sentire il senso di scoraggiamento che subito lo assale. Larch serve tutte le volte che non ci si sente all’altezza di…..
Il rimedio Larch dona una capacità di valutazione equilibrata di se stessi e del proprio valore, portando verso la vera autostima. Il fiore riaccende nelle persone che lo assumono una maggiore fiducia in se stessi, la forza di provare, senza farsi ossessionare dal risultato e placa il sentimento di fallimento che impedisce loro di cimentarsi rendendo possibile apprendere dagli errori  come migliorarsi, anziché bloccarsi. 
Larch è insicuro e non ha fiducia in sé, quindi si blocca, Cerato si sente insicuro perché non ha fiducia nelle proprie intuizioni. Molte volte Larch è lo stato alterato di Mimulus o di Centaury. Nel primo caso la timidezza e l’insicurezza sfociano in senso di inferiorità, nel secondo caso a finire con il far sentire incapace e inadeguato sono la personalità debole di base e l’interazione con personalità tiranniche.


OAK

Oak  è forte, sia fisicamente che mentalmente e lotta anche contro grandi avversità senza arrendersi. Purtroppo però finisce spesso per utilizzare la propria energia fino allo sfinimento, a causa del suo sviluppato senso del dovere. Oak è un duro di fronte alla vita, non si concede né pause né divertimenti se ha preso degli impegni e si assume spesso anche il peso di altri. E’ severo è inflessibile con se stesso e spesso si accanisce nel “dovere” fino anche a subire a volte un crollo psico-fisico.
Ha la tendenza a lottare fino allo stremo, e ad assumere il ruolo della colonna cui gli altri tendono ad appoggiarsi sia nel lavoro che nella vita privata.  E’ orgoglioso e raramente mostra i suoi punti deboli. Finisce per abusare delle proprie forze perché avanza come un mulo e a volte si spezza, piuttosto che piegarsi. Si scoraggia molto quando qualcosa lo ferma.
 Una persona può sperimentare uno stato transitorio Oak quando è sovraffaticata da super lavoro; per l’assistenza prestata ad una persona cara; quando sta affrontando difficoltà professionali o familiari da lungo tempo. Gli è difficile esprimere le sue emozioni.
La qualità positiva di Oak è la forza. Il rimedio aiuta la persona a diventare flessibile e lasciare andare la propria caparbietà. Il fiore consente di ricaricare le batterie e di imparare a riconoscere i propri limiti, concedendosi il tempo per riposare. Quando si assume Oak si tende naturalmente a vedere crescere il proprio coraggio, la tenacia, la forza di volontà. Il senso del dovere diviene meno eccessivo e si riesce a comprendere quando è bene fermarsi, o chiedere aiuto agli altri, anziché farsi carico di tutto.
Oak è stanco perché ha abusato delle sue forze; Olive è stanco su tutti i piani; Hornbeam è stanco perché privo di stimoli; Elm è stanco perché si sovraccarica di troppe responsabilità, mentre infine Impatiens può provare momenti di stanchezza dovuti alla sua tendenza a non riposare e strafare per paura di perdere tempo.


PINE

Pine è il fiore della colpa, chi ne necessita si rimprovera sempre per qualcosa, pensa che avrebbe potuto far meglio, o di non meritare nulla. Questo stato si manifesta per carenza di autostima e amore per se stesso che spinge la persona ad essere eccessivamente esigente nei propri confronti, portandola spesso a sentirsi colpevole o anche indegna. Pine ama dare ma stenta a ricevere, non riesce ad accettare facilmente le cose buone e belle a meno che non le abbia conquistate con grande sacrificio, ma anche allora, spesso, si sente in colpa per ciò che ha guadagnato. Una caratteristica di questo stato è la necessità spesso molto pronunciata di chiedere scusa, quasi che arrecasse sempre disturbo. Spesso si scusa anche per cose di nessun conto o per errori commessi da altri. Soffre moltissimo quando sbaglia e quando vive qualche momento felice lo gode a stento o non lo gode affatto perché preso dalla sensazione di non meritare o di togliere qualcosa ad altri.
Il rimedio dona maggiore obbiettività sugli eventi della vita e sulle circostanze, aiutando ad accettare di poter commettere degli errori e a rendersi conto di quando la responsabilità di un evento non è solo nostra. Pine porta la persona verso la via della compassione, per se stessa e per gli altri, rendendola in grado di accettare gli “errori” come circostanze dalla quali tratte lezioni di vita, anziché come motivi per auto flagellarsi. Grazie a questo fiore si raggiunge un buon equilibrio fra il dare e il ricevere e si ritrova vero amore per se stessi.
Per Pine l’errore è una colpa, per Crab Apple è fonte di vergogna, mentre per Larch gli errori sono causati dalla propria incapacità e infine chi ha una tendenza Agrimony li vive come una cosa da tenere nascosta.


STAR OF BETHLEHEM

Star of Bethlehem è il fiore per il trauma, per il grave senso di perdita e dolore che spesso seguono un lutto o uno shock particolarmente forte. Lo spavento per un incidente, il trauma per una cattiva notizia, la perdita improvvisa di una persona cara sono tutti stati che necessitano di questo rimedio.
Star of Bethlehem serve per integrare il trauma, impedendo una rimozione che alla lunga sarebbe solo dannosa perché porterebbe a congelare l’esperienza creando una sorta di blocco emotivo. Il rimedio sblocca le energie congelate, consente la rielaborazione del lutto, l’integrazione del dolore, il superamento dell’ansia e dell’angoscia.
Il fiore è utile anche per traumi passati non elaborati.
Star of Bethlehem è indicato tutte le volte che la disperazione è dovuta ad un evento vissuto come traumatico, Sweet Chestnut è utile, oltre che a seguito di un lutto o di una rottura affettiva, anche quando la disperazione è causata da una crisi esistenziale o da mancanza di collegamento con la parte divina che c’è in noi.


SWEET CHESTNUT

Sweet Chestnut è il rimedio per la mancanza di senso, per lo stato di crisi esistenziale dalla quale sembra non esserci via d’uscita. Questo fiore è indicato per tutte le persone che si sentono al capo linea, la cui angoscia è così grande che pensano di dover cedere, di aver oltrepassato il limite della sopportazione. Chi ha bisogno di assumere questo fiore si trova nell’oscura notte dell’anima dove prova solo solitudine, angoscia, disperazione, dolore e un senso di morte. A volte si può incappare in questo stato anche a causa di un evento traumatico, un lutto o una rottura affettiva. Il rimedio aiuta riportando luce e pace interiore agevolando quel processo di trasformazione e rinascita che spesso ha inizio con crisi molto profonde.



WILLOW

Willow si sente vittima delle avversità e cova rancore per i torti subiti. E' spesso astioso e polemico e attribuisce all’esterno le colpe anche quando lui ha responsabilità in quanto gli accade. Willow si sente sfortunato e trattiene molta rabbia repressa che lo avvelena interiormente. Chi necessità di questo fiore si lamenta molto, vede la vita in maniera negativa, prova invidia e sovente si auto commisera trovandosi schiavo di aggressività e irritazione. Willow è amareggiato e acido. 
Il fiore dona adattabilità, flessibilità e la capacità di staccarsi da ciò che non ci è più utile senza lamentele prive di senso. Non si attribuisce più la colpa di quanto accade all’esterno, bensì si acquisisce maggiore consapevolezza e ci si assume la responsabilità della  propria vita, imparando a godere di un atteggiamento più ottimista e a lasciare andare amarezza, risentimento ed invidia.
Willow cova rancore all’interno, mentre Holly è la rabbia esplosiva.
Willow è pessimista e cova rancore, inoltre è invidioso degli altri perché si sente vittima; Gentian è pessimista ma non cova rancore, si scoraggia ma senza provare invidia per gli altri.





Ribadiamo ancora una volta che nessuna delle descrizioni fornite in questo articolo ha la pretesa di essere esaustiva. Le singole descrizioni dei rimedi sono elaborate attraverso lo studio del repertorio bibliografico sui Fiori di Bach in possesso della nostra Associazione e reperibile nelle librerie e nelle biblioteche. Su di esso vi forniremo indicazioni più precise in conclusione della nostra rubrica sui fiori di Bach. Speriamo che le note riassuntive qui condivise possano però esservi da sprone per approfondire la conoscenza del lavoro di Edward Bach e dei rimedi floreali da lui scoperti.

Alla prossima volta con i RIMEDI PER L’ECCESSIVA PREOCCUPAZIONE PER IL BENESSERE ALTRUI.

lunedì 14 ottobre 2013

EFT per l' ansia

Giulia (15 anni) chiede di poter fare alcune sessioni con me perché soffre di ansia. Ciò che segue, sarà un riassunto di 5 sessioni
Il suo obiettivo è quello di riuscire ad essere piu’ serena. Racconta di essere in questa situazione da circa un anno, specifica in seguito all’ esame di maturità (ricorderà piu’ tardi di stare male da molto prima, dato che, chiedendole quando avesse memoria di essere stata bene per l’ ultima volta lei accenna a due anni prima)
Accusa giramenti di testa, tachicardia, senso di vomito e dolore al braccio sinistro, respiro corto, e questo si verifica quasi tutti i giorni; di giorno e di sera
La invito quindi a chiudere gli occhi e ad entrare in ascolto del proprio corpo, in particolare del respiro
G. afferma di avere il respiro corto, la invito a ripetersi: RESPIRO, TI ASCOLTO mentre si attiva i punti e dopo pochi minuti dice di essere piu’ rilassata. Chiedo in seguito a G. se avverte qualche minaccia rispetto a se stessa
Risponde: “una casa di ferro solida a potente, io mi sento impotente e vorrei buttarla giu’” Applichiamo le frasi di logosintesi ed in seguito emerge del’ altro, la casa c’è ancora…
Chiedo a G. cosa le impedisce di buttarla giu’, e G. riconosce la presenza di un muro…
Chiedo a G. se questo puo’ avere una funzione utile per lei, risponde “si’ mi protegge”
Riprendiamo con alcune frasi di eft la presenza della casa che non comprendo e mi spaventa, del muro e della sua funzione utile riconoscendo che per ora è cosi’
Chiedo a G di ricordare in quali situazioni, generalmente, si trova in ansia e comicia a parlare della mamma (anche nelle sessioni successive sembra essere sempre la mamma la protagonista degli eventi)
Dice di sentirsi in ansia quando la deve vedere ( i genitori sono separati) perché spesso le fa “discorsi strani e giri di parole”. Chiedo a G di spiegarmi cosa intende e G. mi spiega di sentirsi raggirata
La invito quindi a raccontarmi cosa immagina che accada prima di incontrarla; lei dice di immaginare e temere un litigio indago un po’ di piu’ chiedendole quale pensiero si presenta prima del loro incontro. G. dice “andrà tutto male” le chiedo quindi di vedere questo film del litigio che poi tratteremo come fantasia con logosintesi ( questo le permette di riconoscere che l’ ansia si manifesta in seguito al pensiero che lei fa, non con l’ incontro vero e proprio)
Mi spiega quali sono i suoi sintomi cuore che batte come un tamburo (anche nel momento della sessione)quindi procediamo con eft sul tema del cuore che batte come un tamburo
Chiedo: se questo tamburo batte sempre piu’ forte per farsi sentire, cosa posso fare? G risponde: ascoltarlo; quindi CUORE;TI ASCOLTO dopo poco il battito rallenta ( adotterà anche in seguito da sola questa strategia, per qualsiasi sintomo)
Se questo cuore che batte fosse collegato a qualcosa o a qualcuno, che sarebbe?
G. risponde: “mia mamma, è qui’ davanti a me” rattiamo l’ immagine della mamma, tutto cio’ che di lei la infasidisce e cio’ che rappresenta per lei con logosintesi mentre attiva i punti

Chiedo in seguito come sa che puo’ finire in un litigio il loro incontro, emergono quindi episodi che tratteremo con eft-logosintesi : emergono aspettative nei confronti della madre e aspetti di lei che non la piacciono tra cui la superficialità (che lei descrive come scarso interesse verso gli altri)
G: racconta poi di sentirsi dire da nonna e padre di essere uguale a sua mamma e attraverso varie domande G. si sente di essere accusata di superficialità. Trattiamo quindi con eft la paura e l’ dea di essere superficiale. Chiedo a G se ritiene in qualche modo di assomigliare alla madre, per quale motivo potrebbero affermare questa somiglianza, G. riconosce di raggirare le persone seppure non voglia farlo (quindi eft sull’ azione di raggiro e sul fatto che si presenti senza che lei ne sia consapevole )
“anche se mi dicono che assomiglio a mia mamma e questo mi da fastidio, so che per ora qualcosa in me riflette una parte di lei, e scelgo con i miei tempi di abbandonare questo comportamento che non mi appartiene”( proseguiamo con diversi giri di eft)
G. giunge al quarto appuntamento raccontando di aver avuto un solo episodio di ansia nell’ arco della settimana, ma in quel giorno ( focalizzando l’ attenzione sul respiro) dimostra di essere scoraggiata: gli allenamenti di basket non sono andati bene ed afferma di non servire a niente
Chiedo quale delle due cose la turba di piu’,lei sceglie : l’ allenamento, ma anche la scuola
Decidiamo di trattare prima il basket; chiedo G. di immaginare di vedere il suo film di quel giorno in cui le cose non sono andate come lei desiderava;
le chiedo di ricordare qualche momento prima dell’ entrata in campo, e di verificare se aveva avuto qualche pensiero particolare in quel giorno (trattiamo con eft e logosintesi i pensieri ed i dettagli che la infastidiscono)
passando poi all’ argomento “scuola” troviamo dei fattori in comune con il basket:
il pensiero che deconcentra G ancora prima di esporsi (in campo ed a scuola durante le interrogazioni) e la costringe ad agire in modo poco efficace, è la paura degli spettatori e compagni, o meglio della loro possibile reazione
chiedo dunque cosa immagina che dicano o facciano le persone li’ presenti che la stanno osservando
G. teme che pensino: non è preparata, non è capace. chiedo a G. di specificare, rispetto a lei dove possono essere queste persone e trattiamo la fantasia con logosintesi
Inseguito chiedo a G. se si è mai verificata nella sua vita una situazione simile, e G ricorda alcuni episodi di quand’ era piccola (4-6 anni): la mamma la accompagnava a scuola in ritardo e lei temeva di essere rimproverata e giudicata responsabile da compagni e maestri. Trattiamo con eft e logosintesi ogni dettaglio di questo” film” che la invito ad osservare a rallentatore
Chiedo a G, ora che è piu’ grande quali strategie può utilizzare per far si che quanto detto e temuto fin ad ora possa verificarsi piu’ sporadicamente:
G. recupera da sé alcuni accorgimenti che le permettono di stare centrata in sé stessa poter dare il meglio di sé (attraverso i sensi, il tatto il suono, la vista…)
Durante l’ ultima sessione G dice di essere felice: ci sono stati miglioramenti a scuola e pure nel basket
Le chiedo quindi, essendo il nostro ultimo incontro, di pensare se ci sono dubbi o difficoltà nell’ idea di procedere da sola
Quindi le propongo alcune frasi di “prevenzione”: Anche se so che potri sentire ancora l’ ansia e questo magari mi infastidisce un po’, so che ho degli strumenti nuovi per poter sentirmi piu’ serena
Ricordiamo assieme che nel momento in cui si presenta un sintomo, se mi metto in ascolto di esso (cuore, ti ascolto) il sintomo si quieta
Con G poi scegliamo delle strategie per trattare ricordi o episodi che possono infastidirci
D’ accordo di sentirci tra qualche tempo, concludiamo l’ ultima sessione
G è finalmente un pò piu’ serena. GRAZIE!!!

Serena


mercoledì 18 settembre 2013

CASI PRATICI: Picchiettamento a mitraglia su un’ emicrania


Ogni tanto mi scoppia l’emicrania, quella classica. Il decorso è quasi sempre il seguente: mi compare un disturbo alla vista (mi si dimezza il campo visivo come se fossi rimasto abbagliato), da qui a mezz’ora/tre quarti d’ora scompare il disturbo ed inizia il mal di testa, un chiodo tra gli occhi, poi il dolore aumenta fino a quando compare affanno, nausea ed infine il vomito (il giorno dopo mi sento uno straccio).
Solitamente quando compare il disturbo visivo inizio subito a picchiettare e l’effetto è di stabilizzare il dolore ad un grado sopportabile. Certo ho sempre avuto la possibilità di staccare da quello che stavo facendo per prendermi cura di me stesso. Per me è comunque difficile picchiettare, analizzare, dire le frasi, osservarmi, ecc. con il chiodo nella fronte. Come fare allora? Dall’ultima esperienza ne ho ricavato un utile insegnamento.
Era tardo pomeriggio, a breve sarei dovuto partire con moglie e figli per andare a cenare dai miei genitori. Tutt’ad un tratto compare il pre-sintomo dell’emicrania. Comincio con EFT: “anche se ho questo disturbo…anche se mi verrà un gran mal di testa… anche se non ho la minima idea del perché una parte di me si è fatta venire il mal di testa…anche se forse in fondo in fondo, anzi nemmeno troppo in fondo, non ho la minima voglia di uscire e mi sono creato l’alibi dell’emicrania…” . E così, finito il disturbo visivo, mi si è presentato un leggero fastidio alla fronte, sopportabilissimo. E via dai genitori. Da lì a poco però il dolore ha ricominciato ad aumentare. “Perché? cosa è successo? Che palle! Panico! No Panico!”.  Me ne sono andato in un’altra stanza mentre gli altri stavano cenando. Evvai di picchiettamento! Era difficile ragionare, capire cosa emergesse. Faceva sempre più male. Che fare? Ho deciso allora di picchiettare a mitraglia, a tutto campo, su tutte le ipotesi di aspetti possibili che nonostante il dolore mi venivano in mente, senza star li a valutarne l’efficacia tra un giro e l’altro, anche perché, ripeto, mi era difficile fare autoanalisi durante la fase acuta.  E allora mi sono chiesto quali fossero le cose che il mal di testa mi impediva di fare e le ho inserite nelle frasi di EFT come “cose che una parte di me vuole evitare”: “anche se non voglio stare a cena con i miei… anche se non ho nessuna voglia di stare in compagnia… anche se non ho nessuna voglia di vedere mio padre in quello stato (mio papà soffre di una neuropatia che lo ha costretto alla sedia a rotelle e questo stato lo deprime moltissimo), anche se c’è qualche cosa che non voglio fare e non voglio nemmeno saperla…“ . E così , un punto dopo l’altro, a mitraglia. E poi ho aggiunto tutte le conseguenze di un’eventuale “guarigione” con EFT trasformandole sempre in “cose che una parte di me vuole evitare” e quindi: “anche se non voglio tornare di là dagli altri.. anche se non voglio far vedere che EFT funziona… anche se voglio dimostrare a mio padre che EFT non funziona… anche se voglio dare ragione a mio padre che EFT non serve a molto e che bastava prendere la tachipirina…anche se per una qualche ragione non voglio che EFT funzioni..”. E così mentre eseguivo il cosìdamedetto “picchiettamento a mitraglia” sono iniziati i sudori freddi ed strani movimenti nella pancia. Una corsa in bagno e … squaraussh!!! Alla faccia del rilascio!!! Fatto stà che il mal di testa era sparito, dico SPARITO! Decisamente un risultato migliore che nelle precedenti emicranie.

Morale: tradurre le “cose che non posso fare con un problema” in “cose che una parte di me non vuole fare grazie a questo problema”, o anche meglio in “ cose che IO non voglio fare” e picchiettare …a mitraglia (utile nelle crisi acute quando il dolore vi impedisce di osservarvi e fare autoanalisi)

Un saluto a tutte le parti di voi stessi che vogliono che EFT non funzioni.

Davide