Chi non è mai stato ferito o chi non ha mai ferito ? Eft ci permette di elaborare gli episodi del passato che ancora oggi non ci sono andati giù, che ci provocano stress e ci condizionano anche nel presente... eccone un esempio illustrato!
sabato 8 marzo 2014
sabato 1 marzo 2014
Facciamo pace con il denaro.
fonte immagine: web
Leggendo la parola denaro ognuno di noi si sarà già ritrovato in modalità "apertura di scatole", nel senso che dalle scatole (o cassetti) della mente saranno già emersi immagini, sensazioni, ricordi, convinzioni, conlusioni e forse anche reazioni fisiche.
Ma che cosa è davvero il denaro?
Ve lo dico subito.
Il denaro, oggi, è un pezzo di carta o di metallo, nel nostro Paese chiamati Euro, cui per convenzione diamo un valore diverso a seconda della differente pezzatura.
Molti si lamentano di non avere abbastanza denaro. Qualcuno si lamenta di non averne affatto. Ci sono perfino quelli che si lamentano di averne troppo.
In realtà sono pochi quelli che hanno un buon rapporto con il denaro.
Quei pochi sanno che il vero problema, quando si parla di ricchezza, non è il denaro.
Se non sei fra quei pochi questo è il momento di scegliere se vuoi continuare a leggere o meno, ma mi sento di avvertirti che andare avanti potrebbe cambiarti la vita.
Dunque, come dicevo, la vera questione, quando si parla di ricchezza economica, sta tutta nel come NOI vediamo, sentiamo, percepiamo, consideriamo, viviamo il denaro.
La questione è nel nostro rapporto con esso.
In questo articolo vi suggerisco degli esercizi che consistono soprattutto nel farvi delle domande, per andare a "liberare" dalle cariche emotive congelate il vostro rapporto con il denaro.
Prima di cominciare potete mettervi comodi e iniziare a fare SET (cioè stimolare il vostro sistema energetico picchiettando, tenendo o massaggiando i punti).
Dopo ogni domanda concedetevi il tempo perchè emerga la risposta. E se pensate che sia il caso applicate abbondante EFT su ciò che è uscito, oppure prendete appunti per farlo in un secondo momento. E' molto meglio lavorare su una domanda, o una serie di domande alla volta che pretendere di fare tutto insieme. La mia idea è che una volta letto questo articolo possiate stamparlo e tornarci su più e più volte eseguendo un pò di esercizi al giorno.
Picchiettando chiedetevi:
Che cosa è per me il denaro? (definiscilo liberamente)
Che cosa penso del denaro? (la risposta può essere anche molto diversa o uguale a quella della prima domanda).
Come vedo il denaro?
Cosa percepisco pensando al denaro?
Quale ricordo legato al denaro emerge se cerco nelle mie esperienze passate?
Quali fantasie ho rispetto al denaro?
Qual'è la cosa più terribile che potrebbe succedere se non avessi più denaro?
Qual'e la cosa più terribile che potrebbe succedere se ne avessi tantissimo?
Qual'è la cosa più bella che potrebbe succedere se non avessi più denaro?
Qual'è la cosa più bella che potrebbe succedere se ne avessi tantissimo?
Finite le seguenti frasi:
Rispetto al denaro provo gioia perchè...
rispetto al denaro provo noia perchè....
rispetto al denaro provo tristezza perchè....
rispetto al denaro provo paura perchè....
rispetto al denaro provo rabbia perchè....
rispetto al denaro provo dolore perchè...
rispetto al denaro provo ansia perchè....
Chi sono io in relazione con il denaro?
Cosa penso di me in relazione con il denaro?
Come mi vedo rispetto al denaro?
Come mi percepisco in relazione al denaro?
Quale fantasia ho di me in relazione al denaro?
Quale ricordo ho di me che sia legato al denaro?
Dov'è il denaro nel mio spazio personale?
Come so che è lì?
Lo vedo, lo sento, lo percepisco?
Se porti attenzione a ciò che vedi, senti o percepisci chi o che cosa emerge?
Che cosa ti impedisci di ricevere, vedere, percepire che non ti permette di avere il denaro che vuoi?
Pensa alla tua famiglia di origine.
Come vedeva il denaro tuo padre?
E tua madre?
Cosa pensavano del denaro?
Come lo percepivano?
Come lo consideravano?
Se pensi a tua madre e al denaro, che ricordo emerge?
Se pensi a tuo padre e al denaro, che ricordo emerge?
Hai qualche ricordo di come si rapportava al denaro qualche altra persona di famiglia che per te era importante quando eri piccolo/a?
Emergono aneddoti o racconti sul denaro?
Prova a pensare al denaro ora.
Picchiettando ripeti il mantra dell'HOPONOPONO:
GRAZIE, TI AMO, MI DISPIACE, PERDONAMI.
Che cosa emerge?
Nel ringraziarvi per aver letto questo articolo fino alla fine vi chiedo di condividere il risultato della vostra sperimentazioni con noi.
Se avete dubbi, domande, perplessità, o per condividere scriveteci pure.....
Ricordate: più impegno mettete nel ripulire il vostro spazio personale da i vecchi ricordi, le convinzioni, le conclusioni che avete immagazzinato nel corso del tempo su una questione, più è facile che possiate poi manifestare esattamente il tipo di vita che volete in piena LIBERTA'.
Che i vostri passi siano sempre consapevoli.
Virna
sabato 22 febbraio 2014
EFT ED ASCOLTO DI SE'?
![]() |
Autostima: questo
termine che a volte ci fa riflettere sulla considerazione che abbiamo
di noi;ma sarà davvero questo il punto su cui far luce? Potrebbe
esserci dell’ altro…
|
V. chiede di fare una sessione per
poter aumentare la propria AUTOSTIMA
Mi spiega che quando le chiedono di
fare qualcosa di nuovo, mai fatto prima (a lavoro o in palestra, per
esempio)dice di sentirsi spaventata e come conseguenza si “ tira
indietro” di fronte alla proposta
V. mi porta degli esempi, le chiedo
quindi di entrare nel dettaglio. Chiedo:
“poco dopo aver ricevuta la proposta
cosa emerge in te? Un pensiero , una sensazione..”
v. risponde: bello, sono contenta di
solito…
io la invito verificare se c’è dell’
altro oltre a questo
V. riconosce di sentire PAURA
Chiedo a questo punto che cosa può
generare la paura: è la proposta o qualcos’ altro?
V. dice “non lo so… “ fa una
lunga pausa di silenzio , durante la quale continua ad attivare i
punti…
Dopo un po riconosce di dire a se
stessa questo:” NON MI SENTO CAPACE, MI SENTO IMBRANATA”
La invito perciò a soffermarsi in
queste affermazioni che io le riporto con qualche variazione mentre V
si attiva i punti
NON MI SENTO CAPACE, NON SONO CAPACE,
SONO IMBRANATA…
Dopo aver ripetuto le frasi alcune
volte, ricorda episodi del passato in cui si è sentita proprio
cosi’, e riconosce di essere stata lei stessa a dire queste frasi
nei suoi confronti, questo è quanto aveva imparato a dirsi di fronte
a persone MIGLIORI di lei
Ricorda i fratelli come migliori di
lei, le chiedo quali sono le caratteristiche di chi, per lei, è
MIGLIORE?
V risponde:” è migliore chi sa
essere creativo e fa ciò che gli piace “ aggiunge poi:
io non facevo ciò che mi piaceva, ma
ciò che dovevo fare, perché non consideravo altre soluzioni
Emergono scelte della scuola, e
possibilità scartate in principio; Vriconosce di non averne nemmeno
mai parlato con i genitori di ciò chele sarebbe piaciuto fare
Provo in seguito a scoprire quale
convinzione impediva aV di esprimere se stessa, attraverso i propri
gusti e preferenze
dopo aver attivato i punti per qualche
minuto, ed esortato V a ripetersi “io non posso”, le chiedo che
cosa sarebbe successo se avesse cambiato scuola
risponde: “sarei stata piu' felice”
io le faccio presente che qualcosa le ha impedito di farlo
la invito perciò a terminare questa
frase “io vorrei cambiare, e sarei felice di farlo, ma se
cambio...?”
Emergono le seguenti risposte:
- devo ricominciare da ZERO
- - non so se ce la faccio
- -perdo le mie amicizie
Chiedo allora a V di far risuonare in
lei queste tre parole:
CAMBIARE RELAZIONI SOLITUDINE...
V RISPONDE:” CAMBIAMENTO PER ME
EQUIVALE A SOLITUDINE
Trattiamo quindi questa convinzione:
“anche se qualcosa in me ha mantenuto
viva questa convinzione, so che tutto puo' cambiare, proprio mentre
la osservo”
Il mio intento è dissolvere questa
convinzione
Dopo qualche giro di eft, chiedo a V di
ripetere le tre parole e verificare l' effetto che hanno in lei;
dice di stare meglio
le chiedo allora di dirmi che cosa è
cambiato in lei rispetto a prima
V riconosce ora che il passaggio dalle
scuole medie alle superiori è stato per lei significativo; dava per
scontato che nulla sarebbe cambiato
trattiamo di conseguenza anche questa
illusione. Infine V riconosce ciò che di buono c è stato in quel
momento di passaggio
La settimana seguente mi racconta di
essersi iscritta a ben tre corsi!
Serena
sabato 15 febbraio 2014
La gratitudine in musica - di Paola Tranquillo con Lorenzo Jovanotti
Per questa rubrica ho pensato di prendere spunto dalla musica: la mia giornata è scandita da silenzio o da musica, i due opposti.
Li adoro entrambi perchè mi permettono di scrutare me stessa. Spesso mi ritrovo ad ascoltare una canzone e commuovermi oppure ridere per qualcosa che rievoca in me. Altre volte i testi delle canzoni mi danno degli spunti di riflessione su me stessa e su ciò che mi circonda.
Chissà a quanti di voi succede! Sentire una canzone e restarne incantati oppure esserne infastiditi… perché?
Da qui partiremo per questo viaggio attraverso i suoni per arrivare a noi stessi. Con l'aiuto di EFT!
DOVE HO VISTO TE - di lorenzo jovanotti
In questa canzone ci leggo tanta gratitudine. Lo
conoscete questo sentimento?
E’ quando nonostante tutto quello che vedi hai sempre
qualcosa per cui ringraziare. Perché chi conosce queste emozioni non è che
tutto gli vada sempre bene. E’, ed è qui la grande differenza, che in quel
tutto riesce sempre a notare qualcosa che alla fine è ok. Se quello che ci
succede fosse un quadro di Monet, un insieme di punti colorati, chi conosce la
gratitudine riuscirebbe ad osservare il dipinto da lontano, restando meravigliato
di tutto l’insieme. Che cosa vedi nel dipinto? Ti soffermi sui punti oppure riesci
ad osservare l’insieme? E ce la fai sempre, oppure a volte soccombi ad
osservare solo il dettaglio e non il quadro d’insieme?
(la signora con l'ombrello di J.Monet)
Ti propongo quindi qualche giro di EFT per riuscire a godere
della vita, come fosse un’opera d’arte.
Inizia stimolando i punti e cerca un episodio della tua vita
di cui senti non puoi provare alcuna gratitudine. Oppure ne provi poca. Un evento
di cui non riesci a vedere il quadro d’insieme. Collegati ad esso. Vivilo,
stacci dentro. Chiediti “quanto è vero che non c’è alcun che di questa
situazione per cui provare gratitudine?” Misura la verità di questa
affermazione da 0 a
10. 0 significa che è falsa. 10 significa che è una certezza assoluta.
Anche se trovo ingiusto che mi sia successa questa cosa, non mi piace aver vissuto questa situazione, non c’è assolutamente niente di positivo in tutto ciò… tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo. (osserva cosa accade in te quando riconosci questi tuoi sentimenti)
Cosa emerge? Quali sentimenti? Cosa ti dici?
Resta in osservazione di tutto quanto.
Anche se “le mie gambe han camminato tanto E la mia faccia ha preso tanto vento E coi miei occhi ho visto tanta vita E le mie orecchie tanta ne han sentita” non riesco ad apprezzare nulla di questo episodio, provo solo … (aggiungi i tuoi sentimenti, i tuoi pensieri), tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo.
Resta di nuovo in osservazione di ciò che succede in te, dei
pensieri, delle emozioni che emergono.
Anche se a qualche livello ho generato e ancora oggi
mantengo questo sentimento di… rifiuto/delusione/rabbia/risentimento… (aggiungi
quello che provi), recupero tutta la mia energia coinvolta nella sua
inconsapevole creazione, e la riporto nel mio centro.
Ascolta te stesso, rimanendo mentalmente sull’idea di “il
mio intento individua e dissolve la causa prima di questa situazione”.
Ora ri-misura la veridicità della frase “non c’è alcun che
di questa situazione per cui provare gratitudine” sempre da 0 a 10.
Stanno cominciando a vacillare le tue certezze? Non è più
così vera? In cosa è cambiata la situazione?
Focalizzati ancora sull’evento. Si è aperto uno spiraglio,
si è allargata la tua visione?
Ora potrebbe essere
E le mie gambe han camminato tanto
E la mia faccia ha preso tanto vento
E coi miei occhi ho visto tanta vita
E le mie orecchie tanta ne han sentita
E le mie mani hanno applaudito il mondo
Perchè il mondo è il posto dove ho visto te
Dove ho visto te
Senti in qualche modo ora la possibilità di applaudire,
seppur timidamente?
Continua a focalizzarti e a ripetere le frasi prendendo
spunto da ciò che abbiamo già fatto fino a che ti senti meglio. Nei prossimi
giorni potresti anche arrivare ad osservare il tuo “Monet” nell’insieme, come
fosse il capolavoro che in effetti è.
Fammi sapere come va, mandami i tuoi feedback, cosicché
anche gli altri lettori possano trarne beneficio.
Per il mese di Febbraio, ho pensato di offrire ai lettori di questa rubrica, mezz’ora di EFT via Skype. Ai primi due che si prenotano.
Buon week end!
Paola Tranquillo - operatore ed insegnante EFT -Italia
sabato 25 gennaio 2014
EFT E IL GIOCO DEL "DIRE"....
| letterine e altri soggetti realizzati a mano da Emanuela Pamio |
Ieri mi è tornato in mente un gioco che facevamo da bambini.... Si trattava di una specie di gioco "al buio", nel senso che il bambino che era "sotto" doveva scegliere fra diverse opzioni senza sapere cosa avrebbe comportato e poi, in conseguenza diretta alla sua scelta, gli veniva spiegato cosa fare.
Mi ricordo che le opzioni erano DIRE - DARE - FARE - BACIARE - LETTERA E TESTAMENTO....
Dopo tanti anni mi fa sorridere pensare a DIRE, come azione da fare "al buio"........ nel senso che se tu scieglievi - dire - il "comando" che il capo di turno ti dava era poi del tenore seguente:
"di a uno degli altri giocatori una cosa che gli vorresti dire";
"di qualcosa che non hai mai detto";
"racconta un segreto che non hai mai detto a nessuno".
Mi sono ricordata di quanto timida ero da bambina...
E mi è venuto in mente quanto difficile era per me dire le cose....
Forse, in certe occasioni, e con certe persone particolari, è complicato anche adesso, solo che adesso ricorro al picchiettamento, e rifletto e poi, se sento che è davvero buono per me, agisco, o meglio DICO.
A volte invece dico, dico, dico, a fiume.... ma mi accorgo solo poi che era una reazione a qualcosa che aveva fatto l'altro...
Ecco allora che oggi vi voglio suggerire delle riflessioni e dei giri proprio sul fatto di DIRE ciò che sentiamo dentro...
Pronti?
Un bel respiro profondo....
Iniziate a stimolare il vostro sistema energetico e pensate alla parola DIRE in qualunque modo vogliate.....
Anche se trovare il momento buono per dire quello che provo è così difficile, mi apro alla possibilità di sentirlo con il cuore....
Anche se non sempre riesco a parlare....... scelgo di farlo, quando è buono per me...
Anche se a volte mi sembra brutto dire quello che penso, anche se lo penso davvero, perchè ho paura di ferire l'altro....so che c'è un modo adeguato di dire le cose, che può essere capito da chi ascolta...
Anche se tra il dire e il fare c'è proprio di mezzo il mare e qualche volta rischio di affogarci...
Anche se certe volte dico, dico, dico, io non so nemmeno perchè lo dico....
Anche se a certe persone devo dire sempre la stessa cosa, recupero tutta la mia energia legata alla manifestazione di situazioni di questo tipo e la riallineo al mio centro..
Anche se molto spesso dovrei dire, ma non lo faccio decido di ascoltarmi davvero...
Anche se a volte vorrei dire ma mi sembra proprio di non potere..... decido di ascoltarmi davvero...
Anche se non sempre dire ha un effetto positivo, a volte vorrei non avere mai detto....
Anche se nel mio spazio di percezione è rimasta l'immagine congelata di quelle parole che ho detto a..... recupero tutta l'energia legata a questa immagine e la riallineo al mio centro....
Anche se non so cosa dire.... mi amo e mi accetto...
Anche se in ufficio dico sempre troppo poco, invece dovrei farmi sentire, tutto sommato decido di sentire quando posso parlare e quando invece sto solo reagendo a qualche comportamento altrui.....
Anche se penso spesso che il silenzio è d'oro, e non sopporto chi parla troppo, ma in compenso io parlo troppo poco, beh.... va bene così.....
Un altro respiro profondo.... anzi, tanti, per riempire tutte le nostre cellule di aria...
E poi, se queste frasi lette ve ne hanno fatte venire in mente di vostre, via con il tapping....
Buon picchiettamento a tutti.
Virna Trivellato
Life Coach, insegnante e operatrice di tecniche energetiche e provocative.
venerdì 24 gennaio 2014
" BENESSERE CON PIACERE"
Pasta alla CRUDITE'
Si prepara con tutti ingredienti crudi, fatta eccezione per la pasta, che va bollita: pomodoro,
basilico fresco, prezzemolo, pinoli, olio, peperoncino, una noce, aglio, parmigiano ( o gomasio) e sale.
L’aglio è forse, tra gli alimenti, quello dai maggiori effetti antidepressivi. Stimolante del sistema
immunitario, vermifugo, regolarizzatore pressorio, èpresente in tutti i piatti della cucina popolare.
Il basilico fresco ha una importante azione sedativa sul sistema nervoso e si comporta da blando
lenitivo della mucosa gastrointestinale. Anche i pinoli hanno un’azione sedativa sul sistema nervoso
.La presenza della noce è utile per il contenuto in grassi, in particolare acidi grassi omega-3 ed esteri
come il colesterolo, che rappresentano una base fondamentale per le difese immunitarie e la
produzione di ormoni.
buon appetito!
Serena
sabato 18 gennaio 2014
BENESSERE CON PIACERE
Crocchette Allegre
Dosi per 4
250 gr di miglio ( o riso integrale se preferite), 1 porro, 150 g di spinaci ben sminuzzati, 2 cucchiai di gomasio, 1cucchiaio di menta tritata o basilico, olio e.v.o, sesamo
Cuocete il miglio per 20 minuti in un quantitativo di acqua pari al doppio del suo
volume. Nel frattempo tagliate finemente spinaci (anche surgelati) e porro, e spadellate per 5 minuti con acqua ed olio uniteli al miglio e
lasciate insaporire sul fuoco per altri 5 minuti (fino a completo assorbimento del liquido).
Unite la menta, il gomasio ed aggiustate di sale.
A cottura ultimata, spegnete la fiamma, lasciate raffreddare e modellate il composto
per ottenete delle crocchette con forme e dimensioni differenti. Spennellatele con olio
extravergine d’oliva, spolverizzate con sesamo disponetele su una teglia ricoperta con carta da forno ed
infornate per 15-20 minuti a 180°.
Buonissime anche il giorno dopo!!
Serena
Dosi per 4
250 gr di miglio ( o riso integrale se preferite), 1 porro, 150 g di spinaci ben sminuzzati, 2 cucchiai di gomasio, 1cucchiaio di menta tritata o basilico, olio e.v.o, sesamo
Cuocete il miglio per 20 minuti in un quantitativo di acqua pari al doppio del suo
volume. Nel frattempo tagliate finemente spinaci (anche surgelati) e porro, e spadellate per 5 minuti con acqua ed olio uniteli al miglio e
lasciate insaporire sul fuoco per altri 5 minuti (fino a completo assorbimento del liquido).
Unite la menta, il gomasio ed aggiustate di sale.
A cottura ultimata, spegnete la fiamma, lasciate raffreddare e modellate il composto
per ottenete delle crocchette con forme e dimensioni differenti. Spennellatele con olio
extravergine d’oliva, spolverizzate con sesamo disponetele su una teglia ricoperta con carta da forno ed
infornate per 15-20 minuti a 180°.
Buonissime anche il giorno dopo!!
Serena
domenica 12 gennaio 2014
BENESSERE CON PIACERE
Ecco la torta della Domenica!! Buona festa!!
Torta di pere e mandorle

Ingredienti
200ml di latte di soia
75g farina tipo 2
75g farina di grano saraceno
75g di mandorle pelate
70 g di miele
3 pere
1 limone
2 cucchiai di maizena
2 cucchiaini di cremortartaro (lievito)
un pizzico di sale ( cannella facoltativa)
Procedimento
Unire le due farine, il miele, il lievito, maizena e sale
grattuggiare la buccia del limone e aggiungere al composto di farina
tritare le mandorle, sbucciare le pere, tagliate a quadretti e bagnare con succo del limone
aggiungere poco a poco il latte di soia al composto farinoso e mescolato x bene
stendere il composto in uno stampo da torta, cospargere con le mandorle preparate in precedenza ( io aggiungo alcune mandorle a scaglie come decorazione) e qualche fettina di pera. Cuocere 40 min 200C
( io di solito raddoppio le quantità per fare la torta un pò piu' alta)
Nota: la maizena pemette di ottenere il dolce piu' soffice e sostuìituisce l' uovo
sabato 11 gennaio 2014
La fine di una storia in musica - di Paola Tranquillo - con Luciano Liguabue...
Per questa rubrica ho pensato di prendere spunto dalla
musica: la mia giornata è scandita da silenzio o da musica, i due opposti.
Li adoro entrambi perchè mi permettono di scrutare me
stessa. Spesso mi ritrovo ad ascoltare una canzone e commuovermi oppure ridere
per qualcosa che rievoca in me. Altre volte i testi delle canzoni mi danno
degli spunti di riflessione su me stessa e su ciò che mi circonda.
Chissà a quanti di voi succede! Sentire una canzone e
restarne incantati oppure esserne infastiditi… perché?
Da qui partiremo per questo viaggio attraverso i suoni per
arrivare a noi stessi. Con l'aiuto di EFT!M’abituerò di Ligabue…
M’abituerò a non trovarti, come dire accettare.Accettare la fine di una storia, accettare di andare avanti, accettare la vita che cambia.
Lo possiamo sentire nostro in molti frangenti della vita, non solo nella fine di un rapporto d’amore. In fondo siamo un intreccio di relazioni, con il partner, con gli amici, in famiglia, con il lavoro…siamo il pezzo di un insieme più grande, siamo tutto questo e molto, molto di più.
Quindi che si fa se questa canzone ci smuove dentro qualcosa, se sentiamo lo strappo???
- “Alla fine c’è sempre uno strappo e c’è qualcuno che ha strappato di più” – canta il Liga.
Potremmo applicare EFT su queste emozioni, su questo sentire.Quali sono le emozioni che sentiamo, che proviamo?
Rabbia, dolore, tristezza, senso di sfinimento… senti quello che provi tu.
E comincia a stimolare i punti…
Cosa ti stai dicendo?
Che non è giusto? Che non volevi finisse così? Che vorresti tornare indietro? Cosa passa per la tua mente?...
Dove senti tutto questo? In che parte del tuo corpo? Intorno a te? Dove?...
Collegati a tutto questo, sentilo fino in fondo.
Quanto ti stressa? Da 0 a 10… dagli un voto.
Continua a stimolare i punti e partendo dal punto karate ripeti:
Anche se sento ancora questo strappo, tutto questo può cambiare e cambia mentre lo osservo.
Resta sintonizzato su tutto ciò che senti e osserva ciò che emerge.Comincia a stimolare i punti della sequenza.
Cosa emerge? Un’immagine, un suono, una voce, oppure una percezione, potrebbe essere una presenza, oppure un profumo, un gusto…
Resta collegato a ciò che emerge. Sentilo.
Ora ripeti
Anche se a qualche livello ho generato e ancora oggi mantengo questo – aggiungi ciò che è emerso (immagine, scena, voce, percezione), recupero tutta la mia energia coinvolta nella sua inconsapevole creazione e la riporto nel mio centro.
Continua a stimolare i punti, resta connesso l’intento di individuare e dissolvere la causa prima di questa situazione, di questo tuo sentire. Osserva ciò che emerge….Senti come sei il creatore di questa situazione, ed essendo il creatore di tutto ciò puoi anche modificarlo.
Continua ad osservare e a seguire ciò che emerge…
Senti come dice il Liga che -“da qui in poi si può solo andare”- osserva come cambia in te la percezione e il tuo sentire rendendoti consapevole che si può solo andare avanti.
Stimola i punti e scopri che – “Non conta più sapere chi ha ragione, non conta più avere l’ultima parola ora” – è proprio così. Senti come un po’ alla volta tutto questo diventa vero, come puoi creare questa realtà.
Anche se “alla fine non è mai la fine, ma qualche fine dura un po’ di più”, e la mia fine sta durando troppo, recupero tutta la mia energia coinvolta nel trattenere questa fine, e la riporto nel mio centro.
Continua a stimolare i punti e resta in osservazione.Senti come emerge che “da qui in poi si può solo andare, portando nel bagaglio quel che c’era”.
Anche se nel bagaglio che mi sto portando appresso c’è ancora tanto dolore/rabbia/tristezza, recupero tutta la mia energia coinvolta nel trasporto di questo bagaglio, e la riporto nel mio centro.
Osserva come si trasforma tutto questo in te. Potrebbe essersi già trasformato, oppure il processo potrebbe essere in atto ora, nelle prossime ore.Resta in ascolto delle tue nuove consapevolezze.
Valuta di nuovo il tuo livello di stress da 0 a 10. E’ aumentato? Diminuito? Uguale?
Se è arrivato a 0, esci e fai qualcosa che ti piace, la vita ti aspetta.
Se ancora c’è dello stress, puoi ricominciare a stimolare i punti e seguire di nuovo ciò che emerge.
Se il livello di stress non è molto alto, puoi continuare a stimolare i punti durante la giornata e domani rivalutare ciò che è cambiato. La consapevolezza ha i suoi giusti tempi.
Ora sei pronto per cambiare musica!
Paola
venerdì 10 gennaio 2014
" BENESSERE CON PIACERE" spaghetti alla crema di tofu, noci e funghi
Ed oggi si festeggia con...
Una ricetta semplice, veloce e gustosa!!
Spaghetti alla crema di tofu, noci e funghi Ingredienti 120 g di tagliatelle integrali – 4 noci sgusciate – 150 g di champignon puliti e affettati – 70 g di tofu, meglio se morbido – 1 cipolla piccola finemente affettata – 1 spicchio d’aglio schiacciato – prezzemolo fresco – olio extravergine di oliva – sale e pepe.
Preparazione 1. Mettete a bollire l’acqua per la pasta. Intanto, tritate grossolanamente i gherigli di noce. Frullate poi il tofu, aggiungendo, se necessario, un po’ d'acqua o di latte di soia, in modo che risulti una crema densa e omogenea.
Una ricetta semplice, veloce e gustosa!!
Spaghetti alla crema di tofu, noci e funghi Ingredienti 120 g di tagliatelle integrali – 4 noci sgusciate – 150 g di champignon puliti e affettati – 70 g di tofu, meglio se morbido – 1 cipolla piccola finemente affettata – 1 spicchio d’aglio schiacciato – prezzemolo fresco – olio extravergine di oliva – sale e pepe.
Preparazione 1. Mettete a bollire l’acqua per la pasta. Intanto, tritate grossolanamente i gherigli di noce. Frullate poi il tofu, aggiungendo, se necessario, un po’ d'acqua o di latte di soia, in modo che risulti una crema densa e omogenea.
2. Oliate una larga padella antiaderente e fateci tostare le noci per 2-3 minuti, mescolando spesso.
Dopo aver fatto questo toglietele, versate un cucchiaio d’olio nella padella e fatevi imbiondire la cipolla,
quindi aggiungetevi anche i funghi e l’aglio. Lasciate stufare le verdure per 7-8 minuti e intanto versate
le tagliatelle nell’acqua che bolle.
3. Aggiungete ai funghi trifolati in padella la crema di tofu e le noci, mescolando bene il tutto, salate e pepate
e fate sobbollire piano per 1-2 minuti.
4. Scolate la pasta, versatela subito nella padella col condimento e mescolate bene il tutto.
Aggiustate di sale, pepe e olio, e condite con 2 cucchiai di prezzemolo tritato.
giovedì 9 gennaio 2014
" BENESSERE CON PIACERE"
BENESSERE CON PIACERE"

...E per il dopo- cena?
Torta di mele e uvetta
Dosi per 4-6
200 gr farina "0" o semi-integrale, 3- 4 mele dolci sbucciate e tagliate a cubetti
100 gr di uvetta, 1 cucchiaino di cannella, 3/4 di bustina di cremor tartaro, 1 scorza di limone biologico grattugiata, 80 ml olio extravergine
di oliva (se non abb. delicato, di girasole), 250 gr malto di riso (diminuire la
dose se si utilizza zucchero integrale o miele), latte di riso q.b., un
pizzico di sale
Mescolate gli ingredienti asciutti (senza le mele) e, a parte, quelli liquidi tranne il
latte. Unite i 2 tipi di ingredienti, mescolate bene e aggiungete le mele, quindi poco
latte fino ad ottenere un composto cremoso ma non liquido. Versate in una teglia unta
ed infarinata ed infornare a 200° per circa 40-50 min.
Se volete verso la fine della cottura potete spennellare la parte superiore con un po’ di
malto e reinfornare per qualche minuto.

...E per il dopo- cena?
Torta di mele e uvetta
Dosi per 4-6
200 gr farina "0" o semi-integrale, 3- 4 mele dolci sbucciate e tagliate a cubetti
100 gr di uvetta, 1 cucchiaino di cannella, 3/4 di bustina di cremor tartaro, 1 scorza di limone biologico grattugiata, 80 ml olio extravergine
di oliva (se non abb. delicato, di girasole), 250 gr malto di riso (diminuire la
dose se si utilizza zucchero integrale o miele), latte di riso q.b., un
pizzico di sale
Mescolate gli ingredienti asciutti (senza le mele) e, a parte, quelli liquidi tranne il
latte. Unite i 2 tipi di ingredienti, mescolate bene e aggiungete le mele, quindi poco
latte fino ad ottenere un composto cremoso ma non liquido. Versate in una teglia unta
ed infarinata ed infornare a 200° per circa 40-50 min.
Se volete verso la fine della cottura potete spennellare la parte superiore con un po’ di
malto e reinfornare per qualche minuto.
" BENESSERE CON PIACERE"
Farifrittata a sorpresa (frittata di ceci con erbette o spinaci)
Dosi per 4
150 gr di farina di ceci, 200 gr di erbette o di spinaci, 300 ml di acqua fredda, sale,
olio e.v.o (per ungere la padella)
Stemperate la farina di ceci e un pizzico di sale nell’ acqua fino ad ottenere una
pastella omogenea, coprite e lasciate riposare in frigorifero per 30 minuti. Nel
frattempo lessate in poca acqua salata le erbette o gli spinaci, scolateli e sminuzzateli
con un coltello. Unite la pastella alle verdure ed amalgamate bene cercando di
inglobare aria. Ungete con poco olio il fondo di una padella antiaderente, versate il
composto e lasciate cuocere a fuoco basso e con coperchio per 5 min. Poi girate la
farifrittata sull’altro lato e fate dorare per altri 5 min. Servitela a fette, calda o a
temperatura ambiente
Buona cena!!
Serena
Farifrittata a sorpresa (frittata di ceci con erbette o spinaci)
Dosi per 4
150 gr di farina di ceci, 200 gr di erbette o di spinaci, 300 ml di acqua fredda, sale,
olio e.v.o (per ungere la padella)
Stemperate la farina di ceci e un pizzico di sale nell’ acqua fino ad ottenere una
pastella omogenea, coprite e lasciate riposare in frigorifero per 30 minuti. Nel
frattempo lessate in poca acqua salata le erbette o gli spinaci, scolateli e sminuzzateli
con un coltello. Unite la pastella alle verdure ed amalgamate bene cercando di
inglobare aria. Ungete con poco olio il fondo di una padella antiaderente, versate il
composto e lasciate cuocere a fuoco basso e con coperchio per 5 min. Poi girate la
farifrittata sull’altro lato e fate dorare per altri 5 min. Servitela a fette, calda o a
temperatura ambiente
Buona cena!!
Serena
sabato 4 gennaio 2014
RUBRICA DI MARTA BRIVITELLO: EFT - EFT-I, FIORI DI BACH E IRONIA IN PRATICA
Auguro a tutti un meraviglioso 2014!
La
mia rubrica per il nostro blog nasce con l'obbiettivo di illustrare in
modo semplicissimo quali possono essere gli utilizzi di
EFT, EFT-I e Fiori di Bach per superare dei momenti difficili e
soprattutto per imparare da essi magari ridendoci sopra.
Diventare
gli eroi della nostra vita e dare valore alle nostre piccole-grandi
avventure quotindiane tipo dedicarsi con amore alla nostra famiglia,
svolgere con fiducia e passione il nostro lavoro, imparare da tutti gli
altri eroi che incontriamo ogni giorno, riuscire tra i mille impegni a
ritagliare del tempo solo per noi, etc.
Con affetto,
Marta Brivitello
Con la nuova rubrica di Marta anche tutti gli altri membri di Sinergie approfittano per fare a chiunque ci legga gli auguri per un 2014 sempre più consapevole e entusiasmante......
Che i vostri passi possano allinearsi con ciò che è più utile per voi...
Per quanto riguarda questo blog promettiamo sempre più contenuti e sorprese.
Continuate a seguirci.
Il gruppo di Sinergie.
sabato 7 dicembre 2013
"BENESSERE CON PIACERE"
Spaghetti con gamberi e zenzero
INGREDIENTI: 250 gr di spaghetti di soia (o spaghetti integrali), 15 gamberi freschi, 3 carote, 2 zucchine chiare,(o porro tagliato a striscioline come versione invernale) 1 cucchiaino di zenzero in polvere, olio di oliva extravergine,semi di zucca tostati e macinati
Innanzitutto,pulite i gamberi,privandoli del loro carapace e del filetto interno,conservatene 3 interi; portate ad ebollizione l'acqua in una casseruola,spegnete la fiamma e immergete gli spaghetti all'interno in un colino,affinchè si ammorbidiscano. Dopo aver mondato e lavato le verdure,tagliatele sottilmente a bastoncini; cuocete a fiamma media per prima le carote con un filo d'olio e incoperchiate,dopo qualche minuto unite anche le zucchine e proseguite la cottura per altri 3',aggiungete ora i gamberi interi,alzate la fiamma e cuoceteli per pochi istanti,toglieteli e teneteli da parte in un piattino,cuocete per 2' anche gli altri gamberi sgusciati. Scolate gli spaghetti e aggiungeteli nella padella,lo zenzero in polvere , i semi di zucca saltate il tutto in modo da amalgamare ogni ingrediente
Spaghetti con gamberi e zenzero
INGREDIENTI: 250 gr di spaghetti di soia (o spaghetti integrali), 15 gamberi freschi, 3 carote, 2 zucchine chiare,(o porro tagliato a striscioline come versione invernale) 1 cucchiaino di zenzero in polvere, olio di oliva extravergine,semi di zucca tostati e macinati
Innanzitutto,pulite i gamberi,privandoli del loro carapace e del filetto interno,conservatene 3 interi; portate ad ebollizione l'acqua in una casseruola,spegnete la fiamma e immergete gli spaghetti all'interno in un colino,affinchè si ammorbidiscano. Dopo aver mondato e lavato le verdure,tagliatele sottilmente a bastoncini; cuocete a fiamma media per prima le carote con un filo d'olio e incoperchiate,dopo qualche minuto unite anche le zucchine e proseguite la cottura per altri 3',aggiungete ora i gamberi interi,alzate la fiamma e cuoceteli per pochi istanti,toglieteli e teneteli da parte in un piattino,cuocete per 2' anche gli altri gamberi sgusciati. Scolate gli spaghetti e aggiungeteli nella padella,lo zenzero in polvere , i semi di zucca saltate il tutto in modo da amalgamare ogni ingrediente
"BENESSERE CON PIACERE"
Zuppa di ceci e funghi:
Ingredienti per 4 persone
300 g di ceci secchi, 300 g di funghi, 2 spicchi d'aglio, 1 cipolla bianca piccola, 1 costa di sedano, 1 rametto di rosmarino, 1 rametto di maggiorana, 1 rametto di timo, 1 rametto di prezzemolo, olio extravergine d'oliva, 1 l di brodo, sale e pepe, panna di soia
Lasciare in ammollo i ceci per almeno 8 ore poi scolare e cuocere per 1 ora (o 35 minuti in pentola a pressione) con rosmarino. Unire il sale soltanto alla fine della cottura
A ggiungete i ceci e regolate di sale e pepe. Sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare lentamente.
Unite il brodo, un mazzetto di timo e maggiorana legati assieme
Lasciate cuocere per 15 minuti a fiamma dolce, quindi eliminate il mazzetto di odori. Aggiungere a cottura ultimata 2-3 cucchiai di panna di soia e del prezzemolo fresco
buon appetito!!
Serena
Zuppa di ceci e funghi:
Ingredienti per 4 persone
300 g di ceci secchi, 300 g di funghi, 2 spicchi d'aglio, 1 cipolla bianca piccola, 1 costa di sedano, 1 rametto di rosmarino, 1 rametto di maggiorana, 1 rametto di timo, 1 rametto di prezzemolo, olio extravergine d'oliva, 1 l di brodo, sale e pepe, panna di soia
Lasciare in ammollo i ceci per almeno 8 ore poi scolare e cuocere per 1 ora (o 35 minuti in pentola a pressione) con rosmarino. Unire il sale soltanto alla fine della cottura
Pulite i funghi eliminando il
terriccio residuo aiutandovi con un canovaccio umido, quindi tagliateli a
fettine.
In una casseruola fate appassire la cipolla in olio con il sedano, l'aglio e il prezzemolo tritati finemente.
Aggiungete, quindi i funghi e lasciate insaporire il tutto per 5 minuti circa.A ggiungete i ceci e regolate di sale e pepe. Sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare lentamente.
Unite il brodo, un mazzetto di timo e maggiorana legati assieme
Lasciate cuocere per 15 minuti a fiamma dolce, quindi eliminate il mazzetto di odori. Aggiungere a cottura ultimata 2-3 cucchiai di panna di soia e del prezzemolo fresco
buon appetito!!
Serena
mercoledì 27 novembre 2013
Rubrica - LA MUSICA CHE ISPIRA - di Paola Tranquillo
Foto: OeilDeNuit
Per questa rubrica ho pensato di prendere spunto dalla
musica: la mia giornata è scandita da silenzio o da musica, i due opposti.
Li adoro entrambi perchè mi permettono di scrutare me
stessa. Spesso mi ritrovo ad ascoltare una canzone e commuovermi oppure ridere
per qualcosa che rievoca in me. Altre volte i testi delle canzoni mi danno
degli spunti di riflessione su me stessa e su ciò che mi circonda.
Chissà a quanti di voi succede! Sentire una canzone e
restarne incantati oppure esserne infastiditi… perché?
Da qui partiremo per questo viaggio attraverso i suoni per
arrivare a noi stessi.
- Paola -
- Paola -
Qualcosa che non c’è – Elisa
Comincio con una delle mie canzoni preferite, quelle che mi viene voglia di cantare a squarcia gola, in macchina, e che poi continuo a canticchiare tutto il giorno, sommessamente, senza quasi accorgermene.
Ogni volta che la ascolto, e ripeto ASCOLTO, quindi dando un senso alle parole che sento, mi viene la pelle d’oca. E’ come se Elisa raccontasse una parte della mia vita, come se conoscesse le mie emozioni.
Ricordo i quaderni dove da ragazza confidavo i miei sogni, immagino il sole che mi attende, percepisco chiaramente “i passi svelti della gente”.
L’emozione in me sale quando sento “Ho aspettato a lungo qualcosa che non c’è”.
Eccola, mi si presenta davanti tutta la mia fragilità. TONF, è come un pugno sullo stomaco. E se ogni volta che la sento mi fa questo effetto allora non è ancora passata.
Sto reagendo con questo pugno a qualcosa. A cosa?
Chiudo gli occhi e riascolto la canzone stimolando i punti con EFT, mi collego a me stessa, alle mie emozioni, cerco cosa emerge… ed arriva in tutta la sua grandezza!
Il TEMPO, ho aspettato per nulla, ho solo perso tempo, che stupida! Il sole continuava a sorgere e io non me ne sono accorta!
Anche se mi sento una stupida, sento di aver perso un sacco di tempo,
resto in ascolto di me stessa.
Emerge una ragazzina, adolescente, da sola. Sono io quella ragazzina. Non so stare a questo mondo. Non so come si fa.
Anche se sono stata una ragazzina che non sapeva che fare, anche se in me c’erano tantissime emozioni che non sapevo come gestire,
accetto che le cose si siano svolte così.
Sento cosa provocano in me queste frasi. Cosa emerge?
“Accetto???? E che caspita, possibile aver sprecato così del tempo prezioso?”
Anche se per me il tempo è prezioso, accolgo ogni insegnamento mi serva. Accolgo lo scorrere incessante del tempo…
“INCESSANTE??? Aiuto, il tempo scorre, e io che faccio???? Devo fare qualcosa!”
Resto con queste emozioni, paura, sconcerto, ci resto dentro, stimolo i punti e semplicemente osservo cosa accade.
“Da ragazzina dovevo imparare, mica si nasce imparati… se ci penso qualche tramonto l’ho visto”.
Continuo a stimolare i punti, resto in ascolto.
La paura e lo sconcerto lasciano il posto alla compassione.
“Semplicemente ho imparato ad amare il qui ed ora, c’è voluto tempo per accorgersi che il sole sorgeva, ma ora lo vedo.”
E’ lì, davanti a me. Lo vedo.
Scelgo di continuare a vedere il sole, scelgo di vivere nel qui ed ora a lungo. Scelgo di amarmi così.
Lascio andare con un respiro profondo.
Sono pronta per la prossima alba.
E voi, quali frasi di questa canzone vi smuovono emozioni? Che frasi direste mentre stimolate i punti?
lunedì 18 novembre 2013
La Realtà supera la fantasia
Fu così che, dopo mille peripezie, il principe Azzurro e la principessa Rosa
si sposarono e vissero felici e contenti per un po'... poi, però, qualcosa
cambiò...
La principessa Rosa cominciò ad annoiarsi della solita vita e trovò un sacco
di motivi per lamentarsi: il marito la lasciava spesso sola, non sopportava più
di condividere il castello con la suocera Azzurra, le mancava la mamma Rosa...
Si era stufata di tutto quell'azzurro e le venne anche il dubbio che quella
volta forse avrebbe dovuto scegliere il principe Verde!
Il principe Azzurro non poteva comprendere tutti quei pensieri ingarbugliati
della moglie, faceva tutto il possibile per dimostrarle il suo amore e spesso
andava in guerra per conquistare altre terre e portarle nuovi doni.
La principessa Rosa dentro il castello Azzurro si sentiva soffocare, così
cominciò a fare lunghe passeggiate nel bosco.
Un giorno, vicino a un ruscello, incontrò un gruppo di persone allegre sedute
in cerchio e le venne spontaneo raggiungerle.
Ciao, e tu chi sei?' le chiese un ragazzo scapigliato. 'Sono la principessa
Rosa'
rispose la nostra eroina 'E che fai di bello nella vita?'Stupita da questa
domanda rispose: 'faccio la moglie del principe Azzurro' 'e quando tuo marito
non c'è?'
Bè... lo aspetto'.
Il ragazzaccio scapigliato si trattenne per un po' e poi scoppiò in una
fragorosa risata e così fecero tutti gli altri. La principessa rosa sentì un
calore scoppiargli in faccia e chiese arrabbiata 'mi spieghi cosa c'è di tanto
divertente???'
Hai ragione, tu non conosci il nostro gioco! Ci troviamo qui a parlare di noi,
delle nostre passioni e vince chi è più veloce a scovare le convinzioni che
impediscono agli altri di godere della vita. Per segnalarlo basta lasciarsi
andare in una fragorosa risata contagiosa. Nel tuo caso ho notato che sei
convinta che una moglie, se il marito non c'è, non può fare altro che
aspettare. Invece ci sono miliardi di cose che puoi fare e, se scopri quelle
giuste per te, invece che stancarti ti sentirai sempre più viva!'
Si in effetti la sera sono sempre stanca, anche se non ho fatto niente' pensò
la principessa rosa che si sentiva confusa, ma anche felice di essere lì in
quel momento.
Noi ci troviamo qui ogni settimana a giocare, se ti fa piacere, sarai la
benvenuta! Poi ti insegneremo le formule magiche per cancellare le convinzioni
anche quando sei da sola.'
Da quel giorno la principessa Rosa non smise mai di giocare e si alleggerì di
tante pesanti convinzioni, dopo poco si rese conto di quanto fosse fortunata e
che, con un po'di tenacia, poteva imparare dalle difficoltà per migliorare e
star sempre meglio! Così tornò a vivere felice e contenta con il suo principe,
e si rese conto che il vuoto che sentiva quando era da sola le stava a indicare
che lei oltre alla moglie del principe Azzurro, era molto di più!!! Così
sperimentò le arti della danza, del canto, del disegno, del giardinaggio e da
ogni esperienza tirò fuori il meglio di sé .
Quando sentì che era giunto il momento cominciò a insegnare l'arte del gioco
'sciogliconvinzioni' e si sentì davvero felice e appagata dal ritrovato
splendore di chi le stava accanto. Finalmente aveva trovato l'arte giusta per
lei!
Il principe scrollò via dal suo regno le convinzioni che la guerra fosse
necessaria, che il suo castello e i suoi vestiti dovessero per forza essere
azzurri...
Principessa, Principe, castello, regno e tutti gli abitanti divennero sempre
più luminosi e colorati; tanto che colori, luce e amichevoli risate contagiose
continuarono per sempre a diffondersi nel mondo!
Nota dell'autrice
Questa storia che ho scitto mi rispecchia molto, ho passato un bel po'di anni
nel ruolo di 'principessa lamentosa' ! GRAZIE a EFT, FIORI di BACH e ai tanti
nuovi AMICI ora mi rendo conto di quanto sono fortunata e cerco, nel mio
piccolo, di insegnare questi 'strumenti del benessere' a chi lo desidera.
Un ringraziamento speciale al mio principe Mario, a tutti i Soci-Amici di
Sinergie Paola, Virna, Serena, Davide e Laura; e al re delle tecniche
energetiche Andrea Fredi
Con affetto,
Marta Brivitello
giovedì 14 novembre 2013
RIMEDI PER L’ECCESSIVA PREOCCUPAZIONE PER IL BENESSERE ALTRUI
Riprendiamo in questo articolo la descrizione dei fiori di
Bach sulla base della suddivisione in sette gruppi fondamentali, fornita da
Bach stesso.
L’ultimo gruppo di cui trattiamo prende in considerazione i
diversi tipi di rimedi per coloro che sono eccessivamente preoccupati per il
benessere altrui.
Qui di seguito riassumiamo le caratteristiche dei fiori di
questo gruppo.
BEECH
BEECH è spesso critico e intollerante nei confronti degli
altri. Non approva quelli che la pensano diversamente da lui. Reagisce in modo
anche abbastanza esagerato, fino a cadere in scoppi d’ira. Non riesce a
mettersi nei panni di quelli che ha di fronte, trova spesso da ridire e può
apparire come uno sbruffone o un arrogante. Generalmente il suo atteggiamento è
dovuto a sensibilità, scarsa autostima e vulnerabilità, che gli impediscono di
guardare alla propria interiorità e tendono a fargli proiettare tutta la
negatività all’esterno. Ama la precisione e l’ordine ed è molto infastidito se
qualcuno si comporta diversamente da come lui ritiene giusto. Come segni dello
stato di rifiuto continuo in cui vive può manifestare allergie, intolleranze,
vomito o certi tipi di tosse.
Il rimedio Beech agisce sulla critica e sull’intolleranza
incoraggiando la persona ad accettare modi di essere e di agire differenti
rispetto ai suoi. Il fiore fa si che chi prima riusciva solo a condannare possa
comprendere la diversità di vedute di chi ha intorno e che si apra con
compassione e comprensione verso il prossimo, consentendo anche a se stesso di
utilizzare la realtà come uno specchio, per poter osservare i propri “difetti”
e correggersi senza entrare in crisi.
Beech pretende di aver sempre ragione e critica il prossimo,
Vervain pretende di avere sempre ragione perché vuole comandare la vita degli
altri, vuole fare il capo e imporre le proprie idee.
CHICORY
Chicory ha un grande amore da dare, ma nel suo stato
negativo lo da per avere qualcosa in cambio. La traduzione in parole del suo comportamento
potrebbe essere “Ti amo se….”. La persona in uno stato Chicory negativo sente
un grandissimo vuoto affettivo, che si manifesta come eccessivo attaccamento ai
propri cari. Spesso finisce per auto commiserarsi o per mostrare la sua
ossessività rinfacciando costantemente alle persone amate di trascurarla e di
non fare abbastanza, dato tutto ciò che lei fa per loro. Il tipo Chicory appare
affettivamente insaziabile: quello che si fa per lui non basta mai, è geloso,
sospettoso e ansioso. Teme di vedere gli altri allontanarsi da lui e quindi fa
di tutto per controllarli con ricatti, consigli e manipolazioni. Richiede
continue attenzioni, coccole, rassicurazioni e non sopporta la fine dei
rapporti affettivi. Vive nell’angoscia di essere abbandonato dall’oggetto del
suo amore. Il rimedio Chicory aiuta la persona a donare tutto l’amore che ha da
dare senza badare al proprio tornaconto e abbandonando l’egoismo nelle
relazioni. Questo fiore dona maggiore sicurezza in se stessi e serenità e fa in
modo che chi lo assume possa vivere le proprie relazioni affettive senza
autocommiserazione o attaccamento di sorta. Nello stato positivo Chicory è
capace di amore incondizionato e grande generosità e sa amare in piena libertà
rispettando se stesso e gli altri. Chicory è utile in tutti quei casi in cui si
trattiene, in cui bisogna imparare a lasciare andare perché si prova un
fortissimo attaccamento per qualcosa o qualcuno.
Chicory cerca le attenzioni dei suoi cari perché sente un
vuoto affettivo, Heather sente un vuoto affettivo e cerca le attenzioni di
tutti, pur di ricevere affetto.
ROCK WATER
Rock Water è il perfezionista, freddo e rigido soprattutto
con se stesso, si dà degli schemi da cui difficilmente si discosta, anche a
costo di rinunciare a dei piaceri personali.
Rock water non è spontaneo, tende all’isolamento, all’intransigenza, a fatica
si confronta e cambia idea. Spesso ambisce a diventare esempio per gli altri,
ma non cerca mai di convertire a parole, bensì mostrando.
Questo stato è quello tipico in cui la persona persegue un
ideale elevato, sceglie un ruolo e pur di mantenerlo si trova in costante
conflitto (ad esempio quello che decide di astenersi dal sesso, da cibi di
origine animale ecc.) e finisce per soffrire
perché si tratta non di vera scelta, bensì di auto imposizione.
La qualità positiva di Rock Water è la flessibilità. Il
rimedio aiuta la persona a sviluppare una disciplina e a mantenerla ma in una
forma morbida, tante che se trova qualcosa di più utile per sé può lasciare
andare un vecchio schema e le vecchie regole. Rock Water dona la capacità di
ascoltare i propri bisogni e di essere spontanei, mantenendo i propri ideali ma
rinunciando all’eccessivo auto controllo.
Rock Water non è spontaneo e cerca di fare sempre tutto bene
per essere di esempio agli altri, Agrimony non è spontaneo e mette la maschera
sorridente per cercare accettazione.
Rock Water vuole convincere tramite l’esempio, Vervain
invece vuole convincere gli altri verbalmente.
VERVAIN
Vervain è la persona piena di ideali, dalla forte volontà,
che agisce “per il bene dell’umanità”. E' l’entusiasta, ma con un entusiasmo
esageratamente espresso, che deve convincere gli altri e non è aperto al
dialogo, anzi, non considera affatto alcuna opinione diversa dalle sue. E' un fondamentalista, che intende i rapporti sulla base della
necessità che ha di convertire chi gli sta intorno, per farlo aderire alle
stesse idee in cui crede lui. Vervain si infiamma per le cose che ritiene
giuste, non cerca il confronto, non si mette in discussione e quindi vive con
grande tensione e stress. Nello stato negativo, Vervain deve sempre sostenere
qualche teoria, parla velocemente, è insistente e rischia di diventare davvero
pesante per amici e parenti, continuamente coinvolti nelle sue “prediche”. Non
accetta facilmente i consigli, e per lui la vita è una cosa difficile. Avendo
anima e mente ardente tende a sforzarsi dal punto di vista fisico e mentale e,
trascinato dal suo entusiasmo, può finire fuori strada stancandosi parecchio.
Il rimedio dona flessibilità e la lucidità necessaria per diffondere le proprie
idee senza fanatismo, bensì con tranquillità e apertura. Il fiore aiuta a
comprendere che non serve stare sempre in tensione, e che è opportuno darsi
tempo anche per il riposo ed il relax, inoltre predispone ad ascoltare anche le
idee altrui traendone occasione di scambio e di crescita.
Vervain è prepotente e vuole convincere gli altri, Vine è
prepotente ma gli interessa solo chi gli altri eseguano i suoi ordini anche se
non la pensano come lui.
Vervain coinvolge gli altri nei suoi progetti, ma ha poco
senso pratico, è impaziente e teso, Impatiens è pure impaziente e teso ma
preferisce fare da solo ed è molto concreto.
VINE
Vine, in uno stato di squilibrio, è un tiranno che arriva a
dare ordini e manca di compassione per gli altri. Ha la convinzione di non
sbagliare e vuole mantenere il comando. Non è in collegamento con il suo cuore
e quindi comprime le sue emozioni, imposta rapporti sulla paura e sul comando
più che sull’amore. Vive interferendo nella vita degli altri e rischia di
diventare crudele e prepotente. La personalità Vine in uno stato negativo
spesso si lega a soggetti Centaury, che diventano le loro vittime designate… Il
rimedio aiuta Vine a utilizzare le sue grandi doti, come la forza e la capacità
di fare da guida con saggezza, anziché dominando e tiranneggiando le persone
che hanno vicino. Il fiore dona a chi lo assume la capacità di connettersi con
il proprio cuore e di aprirlo alla compassione e alla comprensione diventando
una guida saggia e flessibile.
Vine è efficiente e attivo, ama il comando e si fissa
obiettivi a lungo termine, Impatiens è efficiente e attivo ma non impone nulla
agli altri, si da obiettivi a breve termine e preferisce fare le cose da sé.
martedì 5 novembre 2013
RIMEDI PER LO SCORAGGIAMENTO E LA DISPERAZIONE
Riprendiamo in questo articolo la descrizione dei fiori di
Bach sulla base della suddivisione in sette gruppi fondamentali, fornita da
Bach stesso.
Il sesto gruppo di cui trattiamo prende in considerazione i diversi
tipi di rimedi per coloro che soffrono di scoraggiamento e di disperazione.
Qui di seguito riassumiamo le caratteristiche dei fiori di
questo gruppo.
CRAB APPLE
Crab Apple è un fiore indicato per tutte le situazioni in
cui si ritiene che ci sia qualcosa di “sporco”, impuro, non bello, o imperfetto
nella propria vita. Chi ha bisogno di questo fiore spesso rifiuta il proprio
aspetto fisico. Frasi tipiche che si sentono dire al soggetto in una fase Crab
Apple negativa sono: “Odio il mio aspetto”. “Mi sento brutta”. “Che schifo”.
“Qui c’è bisogno di pulire tutto”. Il
fiore serve a chi ha una spiccata inclinazione a sopravvalutare i dettagli e
sente il bisogno di mettere ordine, fare pulizia, lavarsi le mani o
disinfettare continuamente oppure soffre di scarsa autostima, vergogna,
insicurezza o timidezza collegate al proprio aspetto fisico. Crab Apple ha
paura del contagio, della polvere, dei germi, delle malattie, degli
insetti.
Il rimedio dona equilibrio nel valutare veramente noi
stessi. Assumendo questo fiore si inizia a guardarsi con obbiettività, senza
paura, accettando anche i lati più in ombra senza sentirsi sporchi e
contaminati. Crab apple riequilibra e disintossica e consente di vivere con
serenità il proprio aspetto fisico, apprezzando tutte le qualità positive
anziché essere ossessionati da quelle che percepiamo come “negative”.
Crab Apple si vergogna perché si sente impuro, e ha bisogno
di mostrare un’immagine perfetta di sé all’esterno è egocentrico. Pine si sente
in colpa, ma non ha bisogno di mostrare una buona immagine di sé, non è
egocentrico. Crab Apple è rigido perché deve mostrarsi perfetto se non si
vergogna di sé, Rock Water è perfezionista e rigido con se stesso, vuol essere
d’esempio, la sua è una questione di principio. Crab Apple è ossessivo riguardo
alla perfezione perché vuole liberarsi dai pensieri sporchi, mentre White
Chestnut è ossessivo in generale a causa di pensieri indesiderati.
ELM
Elm non manca di autostima, al contrario, tende a strafare e
ad assumersi troppe responsabilità. La persona in uno stato Elm negativo non si
tira mai indietro di fronte alle emergenze, desidera dare sempre il meglio di
sé, sa di stare facendo bene e spera di fare qualcosa di importante, spesso per
il bene dell’umanità. Tuttavia tende ad identificarsi con il ruolo, mettendo da
parte i propri bisogni e tira troppo lo corda. A causa di questo arriva ad uno
stato di scoraggiamento e di esaurimento per l’eccesso di compiti
auto-imposti. Elm generalmente è capace
ed efficiente e per questo quando da un po’ non ascolta i ritmi del suo corpo e
le proprie esigenze, attraversa un momento di crisi transitoria, arrivando
all’auto-deprezzamento, a provare sconforto e a sentirsi anche fisicamente
indebolito. Elm fa moltissima fatica a rinunciare, a delegare, a lasciare
andare, a rilevare le avvisaglie dello stress finché non arriva il crollo.
Il rimedio Elm
aiuta la persona staccarsi da uno stato che si accompagna ad affermazioni come
“E’ tutto sulle mie spalle, non reggo più”per recuperare la lucidità e un senso
di responsabilità equilibrato. Il fiore agisce portando nuovamente fiducia in
se stessi e aiutando a vedere i problemi con il giusto distacco. La persona che
assume Elm impara a prendersi i suoi spazi, ascoltare i propri bisogni e a
delegare agli altri parte dei compiti smettendo di sentirsi indispensabile.
Elm è stanco e scoraggiato, crolla per le troppe
responsabilità; Oak è stanco ma non lo ammette, non si ferma mai; Hornbeam è
mentalmente stanco, poi, se arrivano i giusti stimoli, si riprende; Olive è
stanco a tutti i livelli, è sfinito; Centaury è stanco perché fa troppo e non
sa dire di no.
Mentre Elm non si sente all’altezza dei compiti intrapresi,
mentre in genere è sicuro di sé, Larch è insicuro, non si sente all’altezza in
generale.
LARCH
Chi ha bisogno di Larch si considera inferiore alle persone
che ha intorno, mano capace degli altri, si aspetta di fallire… e per tutta
risposta non prova nemmeno, non rischia quel tanto che gli consentirebbe di
riuscire. Larch è un perfezionista, che cerca di nascondere quelli che giudica
suoi difetti, ma se viene punto nel tasto dolente della sua insicurezza può
anche avere degli scatti d’ira. Ha spesso la sensazione di non valere nulla e
quindi rifugge da ciò che è nuovo o verso cui è meno portato per non sentire il
senso di scoraggiamento che subito lo assale. Larch serve tutte le volte che
non ci si sente all’altezza di…..
Il rimedio Larch dona una capacità di valutazione
equilibrata di se stessi e del proprio valore, portando verso la vera autostima.
Il fiore riaccende nelle persone che lo assumono una maggiore fiducia in se
stessi, la forza di provare, senza farsi ossessionare dal risultato e placa il
sentimento di fallimento che impedisce loro di cimentarsi rendendo possibile
apprendere dagli errori come
migliorarsi, anziché bloccarsi.
Larch è insicuro e non ha fiducia in sé, quindi si blocca,
Cerato si sente insicuro perché non ha fiducia nelle proprie intuizioni. Molte
volte Larch è lo stato alterato di Mimulus o di Centaury. Nel primo caso la
timidezza e l’insicurezza sfociano in senso di inferiorità, nel secondo caso a
finire con il far sentire incapace e inadeguato sono la personalità debole di
base e l’interazione con personalità tiranniche.
OAK
Oak è forte, sia
fisicamente che mentalmente e lotta anche contro grandi avversità senza
arrendersi. Purtroppo però finisce spesso per utilizzare la propria energia
fino allo sfinimento, a causa del suo sviluppato senso del dovere. Oak è un
duro di fronte alla vita, non si concede né pause né divertimenti se ha preso
degli impegni e si assume spesso anche il peso di altri. E’ severo è
inflessibile con se stesso e spesso si accanisce nel “dovere” fino anche a
subire a volte un crollo psico-fisico.
Ha la tendenza a lottare fino allo stremo, e ad assumere il
ruolo della colonna cui gli altri tendono ad appoggiarsi sia nel lavoro che
nella vita privata. E’ orgoglioso e
raramente mostra i suoi punti deboli. Finisce per abusare delle proprie forze
perché avanza come un mulo e a volte si spezza, piuttosto che piegarsi. Si
scoraggia molto quando qualcosa lo ferma.
Una persona può
sperimentare uno stato transitorio Oak quando è sovraffaticata da super lavoro;
per l’assistenza prestata ad una persona cara; quando sta affrontando
difficoltà professionali o familiari da lungo tempo. Gli è difficile esprimere
le sue emozioni.
La qualità positiva di Oak è la forza. Il rimedio aiuta la
persona a diventare flessibile e lasciare andare la propria caparbietà. Il
fiore consente di ricaricare le batterie e di imparare a riconoscere i propri
limiti, concedendosi il tempo per riposare. Quando si assume Oak si tende
naturalmente a vedere crescere il proprio coraggio, la tenacia, la forza di
volontà. Il senso del dovere diviene meno eccessivo e si riesce a comprendere
quando è bene fermarsi, o chiedere aiuto agli altri, anziché farsi carico di
tutto.
Oak è stanco perché ha abusato delle sue forze; Olive è
stanco su tutti i piani; Hornbeam è stanco perché privo di stimoli; Elm è
stanco perché si sovraccarica di troppe responsabilità, mentre infine Impatiens
può provare momenti di stanchezza dovuti alla sua tendenza a non riposare e
strafare per paura di perdere tempo.
PINE
Pine è il fiore della colpa, chi ne necessita si rimprovera
sempre per qualcosa, pensa che avrebbe potuto far meglio, o di non meritare
nulla. Questo stato si manifesta per carenza di autostima e amore per se stesso
che spinge la persona ad essere eccessivamente esigente nei propri confronti,
portandola spesso a sentirsi colpevole o anche indegna. Pine ama dare ma stenta
a ricevere, non riesce ad accettare facilmente le cose buone e belle a meno che
non le abbia conquistate con grande sacrificio, ma anche allora, spesso, si
sente in colpa per ciò che ha guadagnato. Una caratteristica di questo stato è
la necessità spesso molto pronunciata di chiedere scusa, quasi che arrecasse
sempre disturbo. Spesso si scusa anche per cose di nessun conto o per errori
commessi da altri. Soffre moltissimo quando sbaglia e quando vive qualche
momento felice lo gode a stento o non lo gode affatto perché preso dalla
sensazione di non meritare o di togliere qualcosa ad altri.
Il rimedio dona maggiore obbiettività sugli eventi della
vita e sulle circostanze, aiutando ad accettare di poter commettere degli
errori e a rendersi conto di quando la responsabilità di un evento non è solo
nostra. Pine porta la persona verso la via della compassione, per se stessa e
per gli altri, rendendola in grado di accettare gli “errori” come circostanze
dalla quali tratte lezioni di vita, anziché come motivi per auto flagellarsi.
Grazie a questo fiore si raggiunge un buon equilibrio fra il dare e il ricevere
e si ritrova vero amore per se stessi.
Per Pine l’errore è una colpa, per Crab Apple è fonte di
vergogna, mentre per Larch gli errori sono causati dalla propria incapacità e
infine chi ha una tendenza Agrimony li vive come una cosa da tenere nascosta.
STAR OF BETHLEHEM
Star of Bethlehem è il fiore per il trauma, per il grave
senso di perdita e dolore che spesso seguono un lutto o uno shock
particolarmente forte. Lo spavento per un incidente, il trauma per una cattiva
notizia, la perdita improvvisa di una persona cara sono tutti stati che
necessitano di questo rimedio.
Star of Bethlehem serve per integrare il trauma, impedendo
una rimozione che alla lunga sarebbe solo dannosa perché porterebbe a congelare
l’esperienza creando una sorta di blocco emotivo. Il rimedio sblocca le energie
congelate, consente la rielaborazione del lutto, l’integrazione del dolore, il
superamento dell’ansia e dell’angoscia.
Il fiore è utile anche per traumi passati non elaborati.
Star of Bethlehem è indicato tutte le volte che la
disperazione è dovuta ad un evento vissuto come traumatico, Sweet Chestnut è
utile, oltre che a seguito di un lutto o di una rottura affettiva, anche quando
la disperazione è causata da una crisi esistenziale o da mancanza di
collegamento con la parte divina che c’è in noi.
SWEET CHESTNUT
Sweet Chestnut è il rimedio per la mancanza di senso, per lo
stato di crisi esistenziale dalla quale sembra non esserci via d’uscita. Questo
fiore è indicato per tutte le persone che si sentono al capo linea, la cui
angoscia è così grande che pensano di dover cedere, di aver oltrepassato il
limite della sopportazione. Chi ha bisogno di assumere questo fiore si trova
nell’oscura notte dell’anima dove prova solo solitudine, angoscia,
disperazione, dolore e un senso di morte. A volte si può incappare in questo
stato anche a causa di un evento traumatico, un lutto o una rottura affettiva.
Il rimedio aiuta riportando luce e pace interiore agevolando quel processo di
trasformazione e rinascita che spesso ha inizio con crisi molto profonde.
WILLOW
Willow si sente vittima delle avversità e cova rancore per i
torti subiti. E' spesso astioso e polemico e attribuisce all’esterno le colpe
anche quando lui ha responsabilità in quanto gli accade. Willow si sente
sfortunato e trattiene molta rabbia repressa che lo avvelena interiormente. Chi
necessità di questo fiore si lamenta molto, vede la vita in maniera negativa,
prova invidia e sovente si auto commisera trovandosi schiavo di aggressività e
irritazione. Willow è amareggiato e acido.
Il fiore dona adattabilità, flessibilità e la capacità di
staccarsi da ciò che non ci è più utile senza lamentele prive di senso. Non si
attribuisce più la colpa di quanto accade all’esterno, bensì si acquisisce
maggiore consapevolezza e ci si assume la responsabilità della propria vita, imparando a godere di un
atteggiamento più ottimista e a lasciare andare amarezza, risentimento ed
invidia.
Willow cova rancore all’interno, mentre Holly è la rabbia
esplosiva.
Willow è pessimista e cova rancore, inoltre è invidioso
degli altri perché si sente vittima; Gentian è pessimista ma non cova rancore,
si scoraggia ma senza provare invidia per gli altri.
Ribadiamo ancora una volta che nessuna delle descrizioni
fornite in questo articolo ha la pretesa di essere esaustiva. Le singole
descrizioni dei rimedi sono elaborate attraverso lo studio del repertorio
bibliografico sui Fiori di Bach in possesso della nostra Associazione e
reperibile nelle librerie e nelle biblioteche. Su di esso vi forniremo
indicazioni più precise in conclusione della nostra rubrica sui fiori di Bach.
Speriamo che le note riassuntive qui condivise possano però esservi da sprone
per approfondire la conoscenza del lavoro di Edward Bach e dei rimedi floreali
da lui scoperti.
Alla prossima volta con i RIMEDI PER L’ECCESSIVA
PREOCCUPAZIONE PER IL BENESSERE ALTRUI.
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